Sponz Fest, muli e bande, la carovana lenta di Vinicio Capossela

25 anni con la musica festeggiati in Alta Irpinia nel paese dei Coppoloni con mariachi, tarantolati, e balcanici

  • Sponz Fest - 27 agosto calitri - lo sposalizio. Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 26 ago I sentieri della Cupa- Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 25 Agosto. FOto Emanuela Di Guglielmo
  • Sponz Fest - 25 Agosto Emanuela Di Guglielmo
  • Sponz Fest - 26 ago Vicoli di calitri. Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 27 agosto. lo sposalizio. Foto giuseppe formiglio
  • Sponz Fest - 25 Agosto. i sentieri del grano.Emanuela Di Guglielmo
  • Sponz Fest - 26 agosto. Vicoli di calitri 2. Foto Giuseppe Di Maio
  • 24 agosto querce dell'Occhino. foto di giuseppe formiglio
  • Sponz Fest - 27 agosto sposalizio. Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 24 agosto. trebbiatrice volante. concerto andretta. foto Giuseppe Formiglio
  • Sponz Fest - 26 ago Vicoli di Calitri. Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 27 agosto. sposalizio calitri. Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 24 agosto Fanfara Tirana - Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 24-8-15 - Fanfara di Tirana - Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 24-8-15 - Fanfara di Tirana - Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 25 agosto. andretta. Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 25-8-15. andretta. MAriachi - Foto Giuseppe Di Maio
  • Sponz Fest - 24 agosto. vinicio capossela - Foto Giuseppe Di Maio

(ANSA) - Un sogno che si avvera, un progetto nomade che coincide con un anniversario tondo, quello dei suoi 25 anni di carriera. E' lo Sponz Fest, 7 giorni itineranti, passati senza fretta per ritrovare il rapporto perduto con la natura e le tradizioni che vivono nella musica (e nel cuore) di Vinicio Capossela. Suoni di bande, di orchestre di paese, di sagre e di festa, popolari, di piazza. Partita il 24 agosto, conclusa il 30, con il clou il 29 agosto con la Notte d'Argento, il concerto ricco di ospiti con cui  Capossela ha festeggiato le nozze d'argento, lo sposalizio con la musica.

Lo Sponz Festa alla terza edizione - qui le immagini dei momenti più belli -  con il titolo Raglio di Luna ha percorso le vie dei muli, i sentieri dei miti, costruito intorno all’idea del camminare, del “nomadismo”, del viaggiare accompagnati, al passo dell’uomo e dell’asino.

Una carovana festante accompagnata da muli, musiche popolari e musiche di frontiera che nell'Alta Irpinia in 7 giorni ha lambito i sentieri della valle dell’Ofanto e dei comuni di Calitri, capofila del progetto, Conza, Andretta, Cairano e Aquilonia.

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”

Il festival è nato nel 2013 a Calitri, per creare un’occasione di comunità intorno alle ritualità dello sposalizio. La tre giorni organizzata in quell’occasione è stata possibile solo grazie al grande coinvolgimento del paese e dei suoi abitanti, delle associazioni, delle istituzioni locali che si sono messe al servizio di un festival unico per modalità e svolgimento. Un senso di comunità che si è man mano allargato ad altri comuni della valle dell’Ofanto con l’edizione del 2014, intitolata “Mi sono sognato il treno” e costruita lungo la tratta della sospesa ferrovia Avellino–Rocchetta ponendo, tra gli altri, il tema della movimentazione, dei collegamenti tra persone, come momento aggregante e di riflessione sul buon uso dei beni comuni.
Quest’anno il Festival si intitola Raglio di Luna è stato costruito intorno all’idea del camminare per auscultare il ronzio dei “siensi” perduti, con il senno, con il sapere antico della terra, che sembra essersi smarrito per strada.
“Un Cammino di sette giorni, lungo i sentieri della terra lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura. - scrive il direttore artistico Vinicio Capossela a proposito dello Sponz Fest 2015.
Una carovana di asini e muli, di musica e musicanti ad accompagnare una trebbiatrice volante, che si sistema ospite, di aia in aia e porta ronzio di racconto, di musica, di conoscenza, di spirito e di baldoria. La trebbiatrice, strumento agricolo esemplare del lavoro da fare assieme per dividere ciò che è importante da quel che non lo è. Ballarci attorno per recuperare i Siensi o anche perderli del tutto e lasciarli andare sulla luna gigante che sorge dal bosco della Frascineta.
Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica. Banchettatela insieme, in comunione, come un simposio”.
GLI OSPITI
Quelle presenti al Festival sono tutte musiche eccessive, che spingono l’anima e i piedi al trabocco.
Il dio della lira creta, lo Zeus del monte Anoghia, il leggendario Psarantonis; King Naat Veliov & The Original Kočani Orkestar, già protagonista con Vinicio del sismico tour “Liveinvolvo” del 1998, in un ricongiungimento astrale nella notte del pleniulunio; l’albanese Fanfara Tirana & Robert Bisha, una delle più straordinarie brass band in circolazione, che ha aperto il festival con un concerto all’alba, nell’aia del Formicoso terra di lotta e di grano; e ancora i Los Tex Maniacs, da San Antonio, Texas, una delle più sfolgoranti band conjunto tex mex al mondo; Antonio Infantino, poliedrico artista che ha lasciato un segno importante nella cultura del nostro paese con i suoi Tarantolati di Tricarico; una formazione di Mariachi ad accompagnare tutto il cammino; Vincenzo Vasi, il mago del theremin; Enza Pagliara, che con la sua voce arcaica ha portato il Salento nei più importanti teatri del mondo e che allo Sponz Fest ha presentato un progetto speciale che recupera con le donne del territorio i canti di tradizione; e poi Ciccillo Di Benedetto, il “cantante gladiatore”  con Vinicio degli spettacoli estivi “Il Paese dei Coppoloni still alive” e familiare al pubblico dello Sponz Fest; una serie di altri artisti “cult” della scena irpina, come i Makardìa, Calitri Popolare, il Gruppo pesatura di Teora, che si è esibito nella "pesatura" arcaica tecnica utilizzata dai contadini per estrarre il chicco di grano dalla spiga.

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