Nanni Moretti: 'Ho avuto un nuovo tumore'

Regista mostra le immagini della radioterapia

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Spettatore, attore, regista, esercente e infine persona, un autoritratto senza veli quello di Nanni Moretti agli Incontri ravvicinati della Festa di Roma con, a sorpresa, il racconto della recidiva di un vecchio tumore con la necessità di sedute di radioterapia, filmate e mostrate in chiusura con il corto inedito Autobiografia dell'uomo mascherato. Alza le mani in segno di vittoria e raccoglie gli applausi dopo aver resa nota la malattia di due-tre anni fa. Finisce così l'incontro con Moretti, organizzato e gestito da lui proprio come il racconto della sua vita di cineasta, parlando di gusti, stili, registi amati e fonti di ispirazione. Nel corto si vede Moretti con una maschera curiosa sul volto che gira per Roma, partecipa ai dibattiti al suo cinema Nuovo Sacher, gestisce la premiazione del concorso Bimbi Belli, fino alla toccante scena finale di lui che viene sottoposto alla radioterapia.

"Guardatelo e cercate di non condividere" ha detto alla platea. "Sono gli appunti di un corto che sto montando. Penso si possa filmare quasi tutto: ho avuto un altro tumore. Ho filmato una delle mie tante sedute di radioterapia".

L'EPISODIO DI CARO DIARIO 'MEDICI'

 

Nel corso dell'incontro con Antonio Monda, Moretti ha raccontato dall'inizio il suo amore per il cinema, spettatore a 15 anni, fino alle prove di tortura, che lui stesso ha definito così, alle quali sottopone i suoi attori, innanzitutto Margherita Buy. E i momenti più divertenti sono stati quelli in cui ha commentato dal vivo, facendone una esilarante radiocronaca, i filmini (non proprio i suoi famosi Super8) durante le sue esperienze di giuria a Cannes, Venezia, Torino e Locarno, quando il famigerato 'dibattito' alla Moretti ha portato ad estenuanti discussioni per arrivare ai premi. Ecco per capitoli alcuni dei momenti dell'incontro.

SPETTATORE FORTE A 15 ANNI: "Al pomeriggio andavo al Mignon, al Nuovo Olimpia, al Farnese vedevo i classici, i film d'autore degli anni '60, Polanski e Skolimovski. E poi la sera andavo in piscina a pallanuoto. Mi ricordo con i miei amici che ci dividevamo: c'erano due partiti quello di Antonioni e di Fellini, io ero per Fellini. Mi sono formato con quel cinema: in Italia Bertolucci, Bellocchio, Taviani, Pasolini, Ferreri, Olmi, c'era qualcosa in comune tra loro e il free cinema inglese e la nouvelle vague: rifiutavano il cinema e la società ricevuta in eredità. Ciascuno con il proprio stile cercava di prefigurare una nuova società". ATTORE: "Andavo sui set come 'assistente volontario' e mi rendevo conto di dare un'immagine di confusione: volevo fare la regia e l'attore per altri. Non mi preparo all'interpretazione di un personaggio immedesimandomi, mi immedesimo nell'idea che ha il regista".

PRODUTTORE: 30 anni fa esatti usciva il mio primo film prodotto con Angelo Barbagallo 'Notte italiana' di Carlo Mazzacurati e subito dopo 'Domani Accadrà' di Luchetti. "Spesso - racconta - i registi diventano produttori per avere un rapporto sadico con i giovani registi, altre volte per produrre sotto generi della loro filmografia, oppure per realizzare film mediocri e dire io ci ho provato e non c'è ricambio. Io ho cominciato per il piacere di lavorare con persone con cui stavo bene e poi per restituire la fortuna avuta come regista".

ESERCENTE: Moretti chiama il suo cinema 'Nuovo Sacher' e chiede agli spettatori che stanno ora in sala per il film di Susanna Nicchiarelli, Nico1988, e fa vedere con un divertente spezzone quali sono le sue abitudini da esercente maniacale del controllo perfino del gusto dei tramezzini serviti al bar. Il suo momento più esaltante fu nel '93 per Heimat 2 quando i gruppi di spettatori si davano appuntamento.

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