Paolo Stella, così vive un fashion influencer

Il mio lavoro? , Venditore di sogni. E su Discovery la storia diventa documentario

  • Paolo Stella all'Intercontinental Hotel a Parigi, ospite di Pirelli per la presentazione del calendario 2017 by Peter Lindbergh
  • Il fashion e luxury influencer Paolo Stella a Parigi
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(di Alessandra Magliaro) Il termine è recente, si può datare a partire dal boom di Instagram tre anni fa , che è linguaggio e mezzo allo stesso tempo. Ad un certo punto, specie nell’ambito del fashion, è diventato persino un’occupazione. Che lavoro fai? L’’influencer’. E’ un mondo tutto da scoprire, molto spesso oggetto di sorrisini ironici – ma che modo è di sudarsi i soldi? - e diffidenze come tutte le cose nuove. E’ diverso dal più noto e antico ‘blogger’ perché l’influencer non deve per forza avere un blog. Come nel caso di Paolo Stella, 38 anni, un passato da attore soprattutto di fiction (Un ciclone in famiglia), nella top degli influencer italiani del fashion e del luxury lifestyle.

Vestito impeccabile, bella presenza, testimonial ‘temporary’ (si usa così ora) di alcuni brand molto noti, è – e visto il lavoro non potrebbe essere diversamente – un maniaco dell’inquadratura. Non un banale selfie ma uno scatto in cui si capisca bene dove è e cosa fa, è parte fondamentale di questa professione perché la forza di Stella, come dei pochi altri ex perfetti sconosciuti oggi al top sta proprio lì nell’essere nei posti che contano per contare lui stesso e attirare nuovi follower sul suo profilo, che non sono propriamente fan quanto ‘amici’ di internet che condividono così la sua vita e in quanto tale gli sembra di farne parte. Se ti seguo è un po’ come fossi lì anche io. Sembra assurdo ma il ragionamento va fatto in termini di vita digitale, alle nuove generazioni non c’è bisogno di spiegarlo, le altre si stanno attrezzando. Osserva con intelligenza Paolo Stella che tutto questa tipo di esistenza – non solo per lui naturalmente ma per il fenomeno in generale – è un effetto collaterale di un programma tv spartiacque generazionale, ossia il Grande Fratello, in Italia come nel resto del mondo. Un format cosi (sciagurato direbbe qualcuno) ha messo on air ai tempi della tv, on line in quelli della social powership le vite degli altri, in una unica gigantesca vetrina. E oggi quella finestra globale è Instagram.
Come si diventa influencer? ‘’Circostanze fortunate, niente di programmato. Io - dice in un'intervista all'ANSA a Parigi ospite di Pirelli per il lancio di The Cal 2017 - quasi non me ne sono accorto. Ero in in un momento difficile della mia vita e ho deciso di fotografare ogni giorno una cosa bella e postarla su instagram per ‘curarmi’, intanto facevo l’attore e l’occasione di un film molto piccolo e autoprodotto ‘Penso che un sogno così’ mi ha fatto conoscere Giuseppe Sperandio, allora pr di Vuitton oggi di Fendi. Apprezzava quelle foto, era tra i follower. Il suo invito alla sfilata di Vuitton mi ha catapultato nel mondo fashion. Ero nella famigerata prima fila accanto a Bradley Cooper e i Blackpies, in tutte le foto di quel giorno e tutti si chiedevano ma chi è questo qua? Il frontrow di una sfilata è tutto, ci sono gerarchie incredibili per quei posti, una guerra incredibile. giornalisti di moda delle grandi testate già hanno dovuto fare i conti con i fashion blogger e ne sanno qualcosa. Dopo quel giorno tanti altri brand mi volevano in prima fila, come Fendi, Alessandro Dell’Acqua, un passpartout come Vuitton ha un valore inimmaginabile. Io stesso ero sorpreso. Il profilo instagram aveva sempre più amici, le mie foto curate, con testi personalizzati, magari anche ironici piacevano. Tutto è cominciato così. Non ho mai fatto strategie, né cercato di convincere qualcuno, la cosa che fa la differenza con i tanti che si dichiarano ‘influencer’ è la qualità delle cose che fai, la corenza e soprattutto gli inviti. In prima fila alle sfilate che contano siamo in pochissimi, ed è un circolo perché da lì sono arrivate le richieste di diventare testimonial ma soprattutto gli inviti per le experience’’.

Cosa sono? ‘’Oggi i marchi più importanti del lusso portano 5-6 influencer, e qualche fashion blogger, a trascorrere alcuni giorni in location incredibili per far vivere il loro mondo. Con le foto tu racconti la brand awareness. Non si vende niente ma si costruisce un sogno e tu ne sei protagonista. Questo nuovo marketing trend, che mira ad accrescere l’iconicità di un brand che produce non solo abiti o valigie ma magari ha anche hotel, ristoranti, accessori porta Paolo Stella e gli altri in situazioni privilegiate. ‘’Tutto è brandizzato, dalla camera agli abiti, ai trolley, ai profumi che ti fanno trovare in bagno. Nel fotografare questa esperienza tu racconti su instagram la tua vita aspirazionale che è quella che vorrebbero avere tutti. Ti percepiscono come uno di loro e vorrebbero essere con te’’.

E cosa ritorna al marchio che ha organizzato tutto? ‘’Il lusso accessibile, un rossetto, un paio di occhiali, piccoli oggetti che sono il grande del loro fatturato. Creare questa atmosfera di desiderio è praticamente il mio lavoro e l’incremento dei follower e anche degli accesso al sito del brand che ti ha fatto vivere quella esperienza è la dimostrazione che stai andando bene’’. Il fashion blogger è superato, ‘’non faccio post indossando outfit diversi ogni giorno, ma strategie e racconti di esperienze’’. Perché Instagram e non Facebook? ''Instagram è ancora puro, non è shoppable, non puoi mettere i link per venderci qualcosa o siti e commerce’’. Il rapporto con i follower è stretto ‘io posto una foto al giorno se non lo faccio mi arrivano messaggi tipo Paolo stai bene?''.

Gli altri influencer noti sono Candela Novembre, Eleonora Carisi, Linda Tall, Gilda Ambrosio, Giorgia Torrini, Ivano Marino, Mariano Di Vaio (quest’ultimo quasi più una celebrity come Chiara Ferragni) . Ma non ha la sensazione di vivere in una bolla? ‘’per il momento ci sto benissimo, si guadagna cifre elevate in un contesto lussoso che mai avresti immaginato. Non so se è una cosa temporanea, piuttosto credo si evolverà. Io nel frattempo da qualche mese ho creato con due colleghi, Carisi e Marino una società Grumble Creative, in cui facciamo web strategy per i brand’’. La vita di Paolo Stella ha attirato la tv. Si gira infatti una docu fiction su lui, Eleonora Carisi e Candela Novembre che andrà in onda su Discovery Channel

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