70 anni fa voto alle donne. Lula, classe 1923, il voto che emozione!

Maria Giulia Tonini ricorda, 'Ci rendemmo conto di essere nella storia'

  • 8 marzo: Lula, classe 1923, il voto 'che emozione!'
  • La signora Lula Tonini, classe 1923, oggi al Quirinale con l
  • 8 marzo: Lula, classe 1923, il voto 'che emozione!'

"Fu una cosa meravigliosa che si potesse essere uguali nei diritti. Prima, chi ne parlava dei diritti?". Maria Giulia Tonini, classe 1923, ricorda quel primo voto alle donne italiane 70 anni fa con la stessa speranza e consapevolezza di allora. Una testimonianza  all'ANSA , raccolta anche nel breve documentario realizzato da Rai Cultura e presentato in apertura della Giornata Internazionale della Donna, svoltasi al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. (di Nicoletta Castagni)

"Non mi sono mai sentita meno di un uomo, ma erano gli altri che non ti facevano contare socialmente, non si poteva fare niente", spiega la signora Lula, come la chiamano tutti in Versilia, dove è nata ed ha abitato per 80 anni prima di trasferirsi a Roma. Gli anni durissimi della guerra sulla Linea Gotica avevano trasformato la sua vita in un inferno a soli 20 anni. "Fino al settembre del 1943 vivevamo secondo tradizioni ottocentesche, la donna era l'angelo del focolare e basta, poi all'improvviso bisognava far fronte ai bombardamenti, alla paura, alla distruzione, un cambiamento troppo repentino". La Liberazione, ad aprile '45, fu accolta "non solo con speranza, ma anche con la sicurezza che le cose non sarebbero più tornate come prima". Il voto alle donne ne fu una importante conferma. Però, a quel punto, dopo anni terribili di fame e sfollamenti, "s'aspettava il voto come un diritto, non come un regalo, una concessione". 

Appena finita la guerra, quindi, "seguivamo la politica appassionatamente - prosegue - ma io stavo in un paesino, Forte dei Marmi, e le elezioni amministrative non furono troppo coinvolgenti, eravamo come una grande famiglia". Ben altra cosa il voto del 2 giugno per esprimere il voto politico nel referendum tra monarchia e repubblica. "La Costituente e la Repubblica furono una grande emozione e considerai quella partecipazione come dovuta, guadagnata sul campo, con il sangue".

Discussioni accesissime, anche tra donne che, in molti casi, aderivano ai partiti appena risorti, prepararono una giornata rimasta impressa nella memoria anche dopo 70 anni. "Sentivo di contare, il mio voto valeva come quello di un uomo, come quello di Benedetto Croce, dicevo, che all'epoca per me rappresentava la massima espressione dell'autorevolezza maschile". Nel paese non c'erano file ai seggi, a differenza delle grandi città, dove le donne arrivavano anche a portarsi gli sgabelli pieghevoli infilati al braccio, per paura di stancarsi, come raccontano nel filmato di Rai Cultura gli scritti di Anna Garofalo, giornalista radiofonica (interpretata nel video dall'attrice Manuela Mandracchia) che fece la cronaca di quel giorno straordinario.

"Tutti però andammo a votare - ricorda la signora Tonini - sentivamo un incredibile senso di appartenenza e credevamo profondamente di poter fare molte cose insieme". "Ci si rese conto di essere nella storia - conclude, ancora piena di entusiasmo - di essere uguali". 

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