Facce da Oscar 2016, Leo DiCaprio e gli altri migliori attori candidati

Fassbender, Damon, Redmayne, Cranston

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  • Michael Fassbender
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  • THE DANISH GIRL
  • The Danish Girl
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Sarà il momento più atteso degli Oscar 2016: scoprire se alla sesta nomination (cinque come interprete e una come produttore) Leonardo DiCaprio finalmente riuscirà a mettere le mani sul suo primo Oscar con la performance in Revenant di Alejandro Gonzalez Inarritu. Ma nella cinquina dei migliori attori protagonisti non mancano gli avversari forti: Michael Fassbender per il ritratto dell'icona dell'era digitale e creatore della Apple in Steve Jobs di Danny Boyle; Bryan Cranston nei panni dello sceneggiatore vittima del maccartismo raccontato da Ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo di Jay Roach; Matt Damon astronauta lasciato solo su Marte in Sopravvissuto -The Martian di Ridley Scott; Eddie Redmayne nel ruolo di uno dei primi transgender che si è sottoposto a inizio anni '30, a un'operazione per cambiare sesso, in The Danish Girl di Tom Hooper. Qui la gallery

 (di Francesca Pierleoni)

Leonardo DiCaprio
Il biondo californiano, classe 1974, ambientalista convinto ( ha appena prodotto un nuovo documentario sul riscaldamento globale), bambino prodigio, divo precoce e sex symbol grazie a cult globali come Titanic, deve alla sua versatilità l'essere diventato in pochi anni il volto del cinema di molti dei maggiori autori contemporanei, come Scorsese, Spielberg, Luhrmann, Eastwood e Tarantino. Ritorna agli Academy Awards, un anno dopo la delusione per The Wolf of Wall Street con già in tasca un rollino di oltre una decina di premi fra i quali il Bafta, il Golden Globe, e lo Screen Actors Guild Award, per la sua interpretazione in Revenant di Inarritu del leggendario cacciatore ed esploratore Hugh Glass, vissuto nell'America della Grande Frontiera. Un ruolo che l'ha messo duramente alla prova anche fisicamente, tra tuffi nell'acqua gelata, scene in cui mangia realmente pesce e fegato crudi e si arrampica sulle montagne con addosso pesanti pelli d'orso. ''E' bello essere apprezzato dai colleghi, ma non sono gli Oscar a motivarmi – ha detto l'attore commentando la nuova candidatura -. Quando sei su un set non pensi a vincerne uno ma speri di fare un'opera d'arte che resti nel tempo''.

Michael Fassbender
“Non mi piace molto parlare di recitazione. Tante volte non so cosa sto facendo, succede e basta”. Così Michael Fassbender, risponde spesso a chi gli chieda quale sia il segreto delle sue performance camaleontiche. Classe 1977, padre tedesco e madre irlandese, considerato uno degli attori più talentuosi della sua generazione, si è rivelato alla platea internazionale nei panni dell'attivista nordirlandese Bobby Sands, morto nel 1981 in prigione dopo 66 giorni di sciopero della fame, in Hunger di Steve McQueen. E' il mutante Magneto, ma anche Carl Gustav Jung in A dangerous method di Cronenberg; passa da Bastardi Senza gloria di Tarantino alle nuove interpretazioni per McQueen, come uomo ossessionato dal sesso in Shame e sadico schiavista in 12 anni schiavo, che gli porta nel 2014 la sua prima nomination all'Oscar. Il suo Steve Jobs per Danny Boyle, è una fotografia tra luci ed ombre di un genio fragile, egoista e libero. Agli Oscar Fassbender porta stavolta anche una nota rosa: è in gara infatti anche la compagna, Alicia Vikander, candidata fra le attrici non protagoniste per The Danish Girl, che ha conosciuto sul set del dramma The Light Between Oceans di Derek Cianfrance, in uscita negli Usa a inizio settembre (chissà che non debutti a Venezia) .


Eddie Redmayne
L'anno scorso il 33enne britannico aveva conquistato l'Oscar come miglior attore protagonista grazie alla straordinaria prova nella parte in La teoria del tutto di James Marsh di Stephen Hawking, il grande astrofisico affetto dal 1963 da una malattia degenerativa del motoneurone,. Quest'anno, torna in gara, con un altro biopic, The Danish girl di Tom Hooper, ispirato alla storia struggente di Einar Wegener, pittore danese transgender, una delle prime persone ad essere operate, a inizio anni '30, per cambiare sesso, diventando così Lili Elbe. ''Sono stato fortunato nel poter raccontare questa storia straordinaria, ne parlavamo da anni, ora i tempi erano maturi – ha detto Redmayne alla Mostra del Cinema di Venezia dove il film ha debuttato - per me è un sogno che si realizza e un omaggio al coraggio di questa persona''. Per l'attore intanto c'è un altro traguardo importante, stavolta personale: ha da poco confermato, infatti, che la moglie Hannah Bagshawe sposata nel 2014 è in attesa del loro primo figlio.

Matt Damon
Il suo primo Oscar, l'attore bostoniano, l'ha vinto nel 1998, a 28 anni in coppia con l'amico fraterno Ben Affleck per la sceneggiatura di Good Will Hunting. La sua terza candidatura come interprete, dopo quelle sempre per il film di Gus Van Sant, e nel 2010 per Invictus di Eastwood, gli arriva per la performance nei panni di Mark Watney, astronauta lasciato solo su Marte perché creduto morto, nel fantascientifico Sopravvissuto – The Martian di Ridley Scott. Damon (già premiato con un Golden globe per la sua interpretazione), unico fra i cinque attori in gara a calarsi nei panni di un personaggio fittizio, ha particolarmente amato della storia, tratta dal romanzo di Andy Weir, il dover recitare soprattutto da solo: ''Non mi ero mai messo alla prova in quel modo – ha spiegato a Entertainment Weekly – E' stata una sfida divertente. C'erano tutte queste parti dove Mark realizza di essere sperduto su Marte, monologhi di due pagine. E noi li giravamo in una sola ripresa''.

Bryan Cranston

La gran parte del pubblico mondiale ha scoperto l'enorme talento di Bryan Cranston grazie al ruolo iconico, per cui ha vinto quattro Emmy, di Walter White, professore di chimica malato di tumore che diventa produttore e trafficante di droga, interpretato dal 2008 al 2013 nella serie cult Breaking bad. Ma questo straordinario attore nato 59 anni fa a Canoga Park (California), è arrivato alla promozione nella 'serie A' di Hollywood dopo una carriera di decine e decine di ruoli di contorno fra piccolo e grande schermo, iniziata a metà anni '80. La sua personalità da grande interprete ora gli porta la prima candidatura agli Oscar per L'Ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo di Jay Roach (da poco arrivato nelle sale italiane) ritratto dello sceneggiatore, passato, a inizio anni '50, dall'essere uno degli autori di film più pagati a vittima del maccartismo, finito per un breve periodo anche in prigione. Nonostante il veto sul suo nome, durato oltre 10 anni, Trumbo riuscì lo stesso a continuare a lavorare firmando i copioni con pseudonimi o chiedendo a colleghi amici di fingersene autori, conquistando così anche due Oscar (uno per Vacanze romane e l'altro per La più grande corrida). "Trumbo non ha mai smesso di lottare per quello in cui credeva – ha spiegato Cranston – Era un uomo folle, bizzarro, complesso ma fedele alla sua parola'' .

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