Paola Turci, quell'incidente che mi cambiò la vita. Esce l'autobiografia Mi Amerò lo Stesso

Un viaggio tra musica e anima della cantante romana tra luci e ombre

  • Paola Turci,esce autobiografia con racconto incidente
  • Paola Turci
  • Paola Turci
  • Paola Turci
  • PAOLA TURCI

      (di Nicoletta Tamberlich) (ANSA) - ROMA -  "Il tachimetro segna 120 chilometri all'ora. Sterzo verso destra, ma il volante è di burro: in un attimo sono nella corsia di emergenza. Ho forse meno di un secondo per rendermi conto che da questo lato non c'è alcuna protezione. Abbastanza per pensare: 'Rischio di finire nel fosso e, se ci finisco dentro, non arriverò mai a Salerno'. Controsterzo a sinistra. Se vado a sbattere da questa parte, infatti, è meglio, perché ammaccherò la macchina contro il guardrail, ma almeno potrò continuare il viaggio. No abs, no airbag, no cintura di sicurezza. La macchina sta rallentando: sono sicura di fermarmi non appena tocco la barriera. Chiudo gli occhi. Una randellata all'altezza del sopracciglio destro, lo schianto del cofano che si accartoccia, il fracasso del parabrezza che si frantuma...". Da "Mi amerò lo stesso", l'autobiografia di Paola Turci edita da Mondadori a cura di Enrico Rotelli, in cui l'artista racconta, per la prima volta senza filtri, il drammatico incidente stradale nel 1993 mentre viaggiava sull'autostrada Salerno Reggio Calabria.

    Cantautrice raffinata e di grande successo, Paola racconta per la prima volta il proprio percorso artistico e privato con la massima sincerità. Il rapporto con la musica e il suo pubblico, l'incidente d'auto che le segna cuore, corpo e anima ma l'aiuta a uscire da una relazione tormentata, un viaggio che le apre porte prima di allora né pensate né conosciute fanno della Turci una donna che ha attraversato un periodo di luci e ombre per arrivare all'equilibrio di oggi, un equilibrio che le permette di condividere con tutti un percorso assolutamente originale e coinvolgente. Tra esperienze dolorose e maestri spirituali che l'hanno aiutata a passare dall'idea di non piacere più agli altri alla realtà di suonare su centinaia di palchi italiani di fronte a migliaia di spettatori, questo libro racconta senza censure una donna che affronta la strada per trovare dentro di sé la forza di credere in se stessa.

   Classe 1964, romana, Paola Turci è ospite della serata inaugurale del Premio Tenco, il 2 ottobre a Sanremo dove omaggerà uno dei padri della canzone d'autore russa, Bulat Okudava.

 Tra i passaggi più toccanti del libro Turci scrive con lucida memoria ogni secondo di quel maledetto giorno del 1993 che le cambiò la vita: "Tengo le mani fisse sul volante: sono magra mi sento fisicamente in grado di sopportare le botte e assecondare ogni movimento dell'auto. Prendo un sacco di colpi in ogni parte del corpo, ma sono invincibile. Lo stridio continuo del metallo che ha agganciato la fiancata mi assorda. Non so quanto tempo duri. Il rumore del botto scema. L'auto adesso è ferma. Dio, sento caldo. Sento freddo. Sento zampilli di sangue scorrere sul mio viso, continui e regolari. Mi sembra di essere una doccia da cui esce acqua. La bocca è piena di detriti: 'Cazzo, i denti'. Passo la lingua sulle due arcate, ma per fortuna li ritrovo tutti al loro posto. Ho la bocca piena di vetri. No, non sta succedendo a me. Io sto solo assistendo a una tragedia, la vivo addosso. Tengo le mani immobili. Sputo i vetri uno per uno, con molta cautela. Ne sento uno conficcato in gola. 'Stai calma, Paola' mi dico. Questo è il momento peggiore. 'No, Paola, non devi vomitare.' Sono una fontanella, una pioggia torrenziale di sangue e ho il terrore di mettermi a vomitare. Se non associassi il vomito alla morte, forse scoppierei a ridere. Tossisco e riesco a sputare il vetro. Ora c'è silenzio, sento le cicale frinire. 'Cosa mi sta succedendo?'".

      Paola Turci ha pubblicato 15 album da solista e un romanzo dal titolo Con te accanto.  

Speciali ed Eventi vai alla rubrica >>
Press Release vai alla rubrica >>