Minecraft - L’isola: il mondo a cubi del videogame di culto diventa romanzo di avventura e formazione

Da Mondadori ragazzi il libro di Max Brooks al top classifiche Usa da 14 settimane

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(di Federico Pucci) And you may ask yourself, well, how did I get here?”: il protagonista di ‘Minecraft - L’isola’ si pone questa domanda, tratta direttamente dai Talking Heads, mentre si accorge di essere finito in un’isola fatta di soli blocchi cubici. Lo stesso mix di familiare e sconcertante evocato dal celeberrimo brano new wave ‘Once in a lifetime’ apre il romanzo scritto da Max Brooks, in uscita per Mondadori il 21 novembre con la traduzione di Matteo Mazzucca, al top delle classifiche americane da 14 settimane: si tratta del racconto avventuroso di un naufragio che come nelle migliori tradizioni narrative si trasforma in percorso di formazione personale. 

Lo spunto iniziale non può che essere ‘Robinson Crusoe’ per l’autore del bestseller ‘World War Z’, che nei ringraziamenti cita esplicitamente il romanzo di Daniel Defoe che sua madre, la star di Hollywood Anne Bancroft, gli fece scoprire come ogni bravo genitore. L’isola sperduta nella quale il protagonista si ritrova, però, non è uguale a quelle dei tipici romanzi d’avventura: tutto è quadrato, composto di cubi, sui quali i vestiti così come le cortecce d’albero non sono che decorazioni superficiali. L’eroe, insomma, è catapultato nel mondo spigoloso e a bassa definizione di ‘Minecraft’, il gioco creato da Markus Persson e sviluppato da Mojang che dal suo debutto nel 2011 a oggi si è trasformato in un fenomeno culturale oltre ogni immaginazione. Questo romanzo è l’unico autorizzato da Mojang AB e Mojang Synergies AB.

Con più di 121 milioni di copie vendute, argomento di discussione e gioco preferito dagli YouTuber di tutto il mondo, (è il secondo videogioco più venduto nella storia dei videogiochi, ed è la seconda parola più cliccata di youtube) il titolo della casa di sviluppo svedese acquisita da Microsoft insieme con il suo gioiello per 2 miliardi e mezzo di dollari è uno dei simboli indiscussi del decennio in corso, un’icona della generazione dei millennial basata sul semplice concetto di ricercare risorse e costruire oggetti e ambienti dando campo libero alla fantasia in uno spazio pressoché illimitato. E proprio queste sono le azioni che intraprende il protagonista di questo libro, che si risveglia in un corpo squadrato con la stessa sorpresa e inquietudine di un contemporaneo Gregor Samsa: anziché sprofondare il personaggio, come accade ne ‘La metamorfosi’ di Kafka, la vicenda qui narrata lo spinge invece a sfidare le difficoltà, costruirsi un mondo nella nuova realtà così poco familiare e sopravvivere contro le minacce. Tra queste non possono mancare gli zombie, non solo classici antagonisti di ‘Minecraft’, ma riferimento metaletterario di Brooks al suo celebre libro divenuto blockbuster hollywoodiano con Brad Pitt. L’eroe non è però da solo, e in linea con l’umorismo tipico del gioco il suo compagno d’avventure non poteva che essere una mucca parlante, Mu.
Grazie al confronto, il dialogo interno del personaggio passa da un tormento esistenziale che ricorda l’altrettanto claustrofobico ‘L’isola di cemento’ di James G. Ballard a uno spirito sempre più ottimista. Così, il personaggio comprende che il suo obiettivo è mettere tutti i pezzi al loro posto, in un atto di estrazione e costruzione continua non solo dell’ambiente, ma di sé stessi, che sublima a discorso psicologico e morale la dinamica stessa del videogame. Molti sono stati nella storia recente i tentativi di applicare il mondo fantastico e aperto alle scelte individuali di classici videogiochi all’architettura solida della narrativa: saghe più o meno ufficiali hanno dato un prologo o un epilogo alle vicende di un titolo, oppure hanno espanso il suo universo introducendo nuovi personaggi e storie inedite. ‘Minecraft - L’isola’, sembra invece toccare direttamente l’esperienza di chi ha giocato a Minecraft, sviluppando in senso narrativo e tematico le sensazioni e i valori che si possono estrarre dalla sua realtà fatta di continua scoperta e creazione, tralasciando invece del gioco l’aspetto della trama, peraltro inafferrabile perché continuamente in costruzione da parte dell’utente. La storia, allora, è dettata attraverso capitoli che intonano mantra applicabili ben oltre il mondo virtuale, come “prenditi cura dell’ambiente e l’ambiente si prenderà cura di te”, o “gli amici ti fanno stare bene”. O ancora, “i libri rendono il mondo più grande”: ed è proprio questo il progetto che Mojang si augura di realizzare con questa serie dedicata a Minecraft. Dopo il libro di Brooks, infatti, la storia sarà proseguita in altri sei capitoli da altrettanti autori di bestseller, ciascuno a caccia di una via d’accesso personale e unica a uno dei mondi videoludici più iconici di sempre.

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