L'odissea di Super Mario, l'esplorazione è tutto

La nuova avventura dell'idraulico baffuto continua il successo di Switch

  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey
  • Super Mario Odyssey

(di Federico Pucci) Quando, il 3 marzo scorso, Nintendo Switch debuttò in contemporanea con l’uscita di ‘The Legend of Zelda: Breath of the Wild’, fu evidente che il successo iniziale della nuova console creata a Kyoto sarebbe stato legato alla fortuna di quello che si rivelò presto come uno dei migliori titoli della celeberrima saga Nintendo. I numeri di vendite diffusi nei mesi successivi non hanno fatto che confermare in positivo questa ipotesi, con il titolo che a luglio aveva raggiunto quasi 4 milioni di copie vendute (anche per Wii U), e il device che nello stesso periodo era vicino ai 5 milioni. La ‘killer app’ di Switch sembrava insomma essersi rivelata come tale. Con l’uscita il 27 ottobre di ‘Super Mario Odyssey’ Nintendo pare destinata a riconfermare, e non solo per l’affetto di un largo pubblico verso il franchise più storico del videogioco. La nuova avventura dell’idraulico baffuto è infatti un gioco che ribadisce la proverbiale profondità dei titoli Nintendo attraverso meccaniche strettamente legate alle possibilità tecniche del nuovo device e del suo controller.

La trama di ‘Odyssey’ rispetta la classica ossatura narrativa della serie: Mario deve salvare Peach dalle grinfie di Bowser, che in questa storia rapisce la principessa dal suo castello a bordo di un vascello volante. Aperto in medias res, il prologo vede Mario sconfitto, ma è solo l’inizio della risalita per l’idraulico, in un classico viaggio dell’eroe. Come in molti di quei racconti epici, dall’Eneide a Star Wars, il condottiero non può fare tutta la strada da solo: l’alleato di Mario, che ha già avuto spalle leggendarie come Yoshi o il fratello Luigi, è questa volta Cappy, abitante del Regno del Cappello dal quale Bowser ha rapito Tiara per soggiogare Peach. Come Ulisse nel suo poema, così Mario attraversa il suo mondo espandendo allo stesso tempo il suo mito, tra peripezie con ostacoli da superare (i boss, talvolta molto facili da battere), con deviazioni improvvise e con un ambito traguardo finale da raggiungere. Il nuovo cappello magico di Mario non è un semplice manufatto: grazie all’alleato-strumento del suo viaggio eroico, il protagonista può catturare oggetti, saltare più in alto e più in lungo rimbalzandoci sopra e, cosa più importante, ‘controllare’ nemici e altri personaggi del gioco. Questa trovata è la novità principale del gioco, e anche quella più efficace nel tenere le fila di tutto quanto: attraverso Cappy quasi nessuna parte degli scenari è immune dall’essere controllata o sfruttata in modo inedito, una dinamica che allo stesso tempo permette al giocatore di conoscere in modo quanto mai approfondito l’universo in cui si muove e diventa esperienza inedita con il materiale inevitabilmente nostalgico. I nemici che si incontrano per strada sono tratti quasi completamente dal grande universo espanso della saga, dai Goomba ai Koopa fino ai Torcibruco, e per la prima volta il giocatore può mettersi nei loro panni. Il titolo si diverte proprio con la memoria storica, consentendo al giocatore in alcuni momenti di ritrovarsi in due dimensioni per raccogliere alcuni oggetti o raggiungere zone segrete, mostrando Mario non solo pixelato ma abbigliato con i completi che si possono acquistare in cambio delle monete d’oro o delle monete speciali dei regni, aprendo finestre su classici dal passato, da ‘Super Mario Bros’ fino addirittura a ‘Donkey Kong’, dove il personaggio esordì come Jumpman.

L’esplorazione, insomma, è tutto: seguito ideale di ‘Super Mario Galaxy’ del 2007, il nuovo titolo spinge il protagonista a muoversi tra diversi regni a bordo della eponima nave-cappello volante ‘Odyssey’ tra un regno e l’altro. In ciascuno dei vasti regni, ricchi di anfratti e oggetti nascosti, si devono collezionare decine e decine di Lune con le quali Mario può riparare o potenziare la Odyssey e proseguire il suo tragitto. Gli scenari sono vasti come raramente nelle avventure esplorative di Mario, e l’abbondanza di easter egg e oggetti alimenta potenzialmente ore di ‘backtracking’ (quando si ripercorrono livelli già superati alla scoperta di bonus e chicche): sono infatti centinaia le Lune da raccogliere, e quasi altrettante le monete speciali dei Regni, spendendo le quali negli appositi negozi si può cambiare e personalizzare l’aspetto di Mario, ora operaio in stile ‘Super Mario Maker’, ora in camice bianco tra Albert Einstein e Dr. Mario, ora in insoliti abiti da gangster per l’esplorazione di New Donk City. Proprio in quest’ultimo Regno si nota un’altra particolarità del titolo: la fusione del classico immaginario fantasioso con tocchi di realismo dentro la tessitura estetica del gioco.

Mario interagisce quindi con figure e oggetti cartooneschi così come persone o automezzi fedeli alla realtà (talvolta con richiami ad altri franchise Nintendo, come ‘Animal Crossing’), ma la sensazione non è mai quella della giustapposizione. Il mondo di ‘Super Mario Odyssey’ viceversa è vivo e palpitante, e la possibilità di trasformarsi in pesce, tirannosauro o carro armato per poterlo esplorare al meglio non è la sola dimostrazione: forse con questo titolo Nintendo coglie per la prima volta in un titolo tanto ambizioso le possibilità tecniche dei JoyCon, permettendo al giocatore di lanciare Cappy con un gesto di polso o - in qualche caso - addirittura di prendere a pugni alcuni nemici alla maniera di ‘Arms’. Il risultato è un’immersione totale, frutto non di realtà virtuale o di fotorealismo esagerato, ma di uno studio accurato dell’universo fantastico nel quale, ancora una volta dopo più di 30 anni, tutti quanti sono invitati: l'odissea, così, è nostra non meno che di Mario.

 

Speciali ed Eventi vai alla rubrica >>
Press Release vai alla rubrica >>