Lo smartphone come console, nuova era per i videogame

Da Wii a Playlink e nuovi titoli per usare il cellulare come joystick interattivo

  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei
  • Dimmi chi sei

(di Federico Pucci) Sono passati poco più di dieci anni da quando Nintendo introdusse con Wii un nuovo modo di intendere il videogioco, inteso come svago collettivo per tutti, di facile accesso e immediata comprensione. Con il gameplay “fisico” degli Wii Sports e il concetto di un’esperienza videoludica da intendere quale occasione di incontro tra amici o in famiglia, la casa di Kyoto rivoluzionò in piccolo il costume, grazie anche a un successo globale da oltre 100 milioni di dispositivi venduti. Oggi l’idea del videogioco come qualcosa di facile approccio è entrata nella vulgata, principalmente grazie alla diffusione capillare degli smartphone: il cosiddetto casual gaming si è fatto largo, trasformando telefoni e tablet in porte di accesso privilegiate per un gioco spesso costruito su meccaniche essenziali e sulla ripetizione di gesti capaci di dare soddisfazione quasi immediata.

Nello stesso periodo di tempo, nel corso di un decennio in cui il mobile gaming si è sempre più imposto, si sono visti così scendere nell’arena delle app anche importanti sviluppatori, tra cui proprio Nintendo con ‘Super Mario Run’. Allo stesso tempo, la condivisione del gioco non è mai stata così popolare: dai multiplayer locali a quelli in rete, dalle evoluzioni del gaming competitivo alla creazione di grandi piattaforme online su cui praticare le avventure mastodontiche di titoli come ‘Destiny’, l’attuale generazione di videogiocatori è abituata a concepire la propria attività ricreativa come un momento di incontro, seppure spesso virtuale.
Una delle novità meno appariscenti tra quelle proposte da PlayStation nell’ultimo E3 sembra far confluire molte di queste consuetudini ludiche e sociali in una soluzione divertente e accessibile che guarda lontano. Si tratta di PlayLink, una collana di giochi pensati per usufruire della PS4 tramite smartphone o tablet, con giochi costruiti sull’interazione da salotto che può coinvolgere fino a otto persone.

Questo è il caso del primo della serie, ‘Dimmi chi sei!’, pubblicato il 5 luglio, un social game nel quale lo skill principale è la conoscenza dei propri amici. Fino a sei giocatori si collegano alla console tramite Wi-Fi e, usando l’app del gioco scaricabile sugli store di Android e iOS, partecipano a uno scambio di domande su determinati temi, dalle abitudini sentimentali alle preferenze alimentari, per dimostrare di conoscersi. Collocati in diversi contesti sotto forma di round, gli oltre mille quesiti disponibili invitano a usare lo smartphone o il tablet nelle sue diverse e specifiche funzioni: oltre a controllare le diverse risposte e a piazzare eventuali raddoppi di punti tramite touch screen, si può ad esempio disegnare con il dito, scrivere o scattare una foto a un altro partecipante, a seconda delle diverse esigenze. Se dal primo titolo della collana PlayStation sembra puntare quindi sulle specificità dei dispositivi che teniamo tutti in tasca, l’obiettivo della serie ha mire anche più larghe, come spiega all’ANSA Marco Saletta, general manager di Sony Computer Entertainment Italia: “La base installata di PS4 ha raggiunto ampiamente gli hardcore gamer, ora vogliamo parlare a un pubblico più diffidente, e le ricerche ci dicono che il DualShock (NdR il controller di PlayStation) è la barriera d’ingresso principale”.

Per Sony, da sempre attenta ai videogiocatori più affezionati tanto da adottare il motto “This is for the players” come filosofia, non si tratta però di un tradimento. Lo dimostra secondo Saletta l’uguale impegno sul fronte realtà virtuale, con un milione di PlayStation VR distribuite nel mondo: “Non c’è contraddizione tra PlayLink e VR, intanto perché la realtà virtuale prevede una fruizione anche per chi non è hardcore gamer, come i video a 360 gradi e i contenuti musicali o sportivi. Inoltre la presenza di 60 milioni di smartphone solo in Italia ci fa auspicare nell’arrivo di molti nuovi titoli di terze parti sviluppati ad hoc, e ogni tecnologia si basa sulla qualità dei suoi contenuti”. Di fatto, l’uso degli smartphone per console non è una novità di per sé: già ‘Just Dance 2016’ permetteva di controllare l’intero gioco con un’app, dalla scelta di canzoni su cui danzare al tracciamento dei movimenti di danza, senza ricorrere a dispositivi ulteriori come il Kinect, la PlayStation Camera o i controller PlayStation Move. E se la serie pubblicata da Ubisoft ha ripreso questa feature anche nei titoli successivi, compreso l’ultimo in arrivo a ottobre, per la prima volta un colosso del settore si impegna in un cambio di paradigma più largo. Già con PS4 Remote Play i possessori di uno smartphone o tablet Sony Xperia potevano usare il loro piccolo schermo come sostituto del televisore, ma ora PlayLink punta all’accessibilità universale, con singole applicazioni disponibili per tutti i device Android e iOS, e soprattutto a modalità d’uso più interattive. Così, tra i prossimi titoli annunciati, il quiz ‘Sapere è potere’ usa il touchscreen come pulsantiera su cui digitare di nascosto la propria risposta nei quesiti di cultura varia; ‘Frantics’ guarda a un pubblico di bambini più abituati a maneggiare gli smartphone che non i DualShock; ‘SingStar Celebration’ permette di intonare successi pop usando il telefono a mo’ di microfono (feature peraltro già introdotta su PS nel 2014 per la serie principale); e ‘Hidden Agenda’ richiede ai partecipanti di indirizzare il corso di una storia, intervenendo capitolo per capitolo secondo una meccanica di scelta multipla simile a quella di un titolo di culto come ‘Heavy Rain’. In questo modo, tramite l’ariete dello smartphone, il gioco su console punta a diventare ancora di più occasione di incontro sociale e familiare per tutti.

 

Speciali ed Eventi vai alla rubrica >>
Press Release vai alla rubrica >>