La magia a Capodanno tra riti e superstizioni

Fortuna e abbondanza con lenticchie, melograno e frutta secca. Senza dimenticare qualcosa di rosso

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(ANSA) - Fortunato a Capodanno fortunato tutto l'anno: è un vecchio proverbio che è credenza popolare in tutto il mondo tanto che ogni cultura invita “superstiziosi” e non, a ripetere alcuni gesti in occasione della vigilia di Capodanno, con la speranza di attirare sulla propria persona fortuna, abbondanza, amore, serenità, e tutto ciò che di buono può succedere nei 12 mesi dell’anno nuovo. E anche se negli anni tanti di questi 'rituali' si sono decisamente persi, come per fortuna quello sciagurato di liberarsi di cose vecchie dalle abitazioni, qualcosa in questa notte sospesa tra un anno e l'altro ci induce a gesti o atteggiamenti particolari. Alcuni sono di origine contadina, superstizioni che in quella civiltà erano una forma di interpretazione magica della realtà.

In Italia è noto che alla vigilia del primo dell’anno porta fortuna indossare un indumento di colore rosso, per le donne in particolare biancheria intima. L'importante, per uomo o donna, è avere qualcosa di nuovo. In Spagna l’usanza tipica è quella di mangiare l’uva, un rito propiziatorio d'abbondanza comune ad alcune regioni italiane e che  comunque si è diffuso da qualche anno anche su tutte le tavole italiane nel cenone del 31 dicembre, come le nostre tradizionali lenticchie, entrambe sinonimo di abbondanza. In Grecia, sulla tavola si trova la Vassilopitta, un pane in cui è inserita una moneta d'oro o d'argento e che viene offerto agli ospiti: chi troverà la moneta nella propria fetta avrà la fortuna al suo fianco per l'anno nuovo. L'usanza inglese prevede 13 candele a cerchio: saltare dentro il cerchio senza spegnere le candele sarà di buon auspicio. Negli Stati Uniti allo scoccare della mezzanotte basterà tenere in mano una monetina per assicurarsi i soldi tutto l'anno.

Per tutti, bene auguranti bollicine!

In Italia esistono molti rituali propiziatori da fare nella notte di San Silvestro. In Sicilia, la sera di capodanno nessun lavoro manuale va iniziato o deve rimanere in sospeso perché si rischia di non terminarlo o di concluderlo malamente. Il fuoco è simbolo della luce del sole portatrice di energia e salute, per questo nella notte di San Silvestro s’accendono fuochi. In Friuli i ragazzi saltano sui falò, purificatorio rito pagano di origine celtica, propiziatore di virilità e fecondità.

Importante è anche quello che si mangia quella notte; innanzi tutto, occorre mangiare molte lenticchie perché portano soldi. In Val d’Aosta, nelle Marche mentre scocca la Mezzanotte è di buon augurio mangiare 12 acini d’uva nera, mentre in Toscana, Umbria e Romagna va bene l’uva di qualunque colore o altra frutta che si sgrana, come il melograno. In Abruzzo, a cena, non debbono mancare 7 minestre di 7 legumi diversi, anche loro portatrici di ricchezza. Altro elemento fondamentale del cenone dovrà essere la frutta secca, simbolo di prosperità: se in Francia la tradizione ne esige 13 tipi diversi, da noi ne bastano 7: noci, nocciole, arachidi, zibibbo, mandorle, fichi, datteri. Indispensabile ovunque il brindisi con lo spumante o del vino frizzante che, stappato a mezzanotte esatta, faccia il botto: questo rumore, come quello di petardi e similari serve a scacciare gli spiriti malevoli. Per sapere cosa il nuovo anno porterà in famiglia, in alcune zone della Calabria c'era la bizzarra usanza di far cadere una grossa pietra sul pavimento della cucina: se non procurava alcun danno, era buon auspicio; se scheggiava le mattonelle, prediceva accadimenti sfortunati. Usanza tipicamente laziale  era quella di lanciare fuori dalla finestra tre grossi vasi di coccio pieni dell’acqua servita in precedenza a lavare pavimenti, insieme a oggetti e panni sporchi e rotti, per gettare fuori casa tutte le magagne e le tristezze dell’anno passato. Riti contadini quasi del tutto perduti.

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