Archeo-botanica, a Amherst rinasce il giardino amato da Emily Dickinson

Poetessa e giardiniera, si scava alla ricerca antichi semi

  • Michael Medeiros/Emily Dickinson Museum; Amherst College Archives and Special Collections
  • L'archeologo Dan Zoto durante gli scavi a casa Emily Dickinson in Amherst, Mass. Credit F. Timothy Barker/Archeological Services at University of Massachusetts, Amherst

 "Non l'ho ancora detto al mio giardino per paura che mi possa soggiogare": comincia così una delle quasi 1800 poesie di Emily Dickinson. In vita la Dickinson curava le rose, i gigli, i garofanini, i narcisi, le fritillarie, i malvoni, gli anemoni, i piselli odorosi, le dalie, gli Aster, le digitali, le salvie e i melograni. Aveva ottenuto dal padre Edward, avvocato, di far costruire una piccola serra dove dedicarsi estate e inverno a piante tropicali allora rare come gelsomini, gardenie, camelie e orchidee. Quel giardino, quella serra, erano la sua vera vita e ad Amherst, la cittadina del New England dove la poetessa era nata, stanno per rinascere a 130 anni dalla morte. (di Alessandra Baldini - Ansa New York)
    Poetessa ma anche e giardiniera. Successivi proprietari della tenuta dei Dickinson hanno rimosso il frutteto, sostituito sostituito i fiori con il prato all'inglese, costruito un campo da tennis. Ma ora che Homstead, questo il nome di casa Dickinson e' diventata un museo, quel giardino sta tornando in vita ripartendo dal frutteto.
    In un angolo assolato sono state piantati meli e peri delle varieta' coltivate dai Dickinson: Baldwin, Westfield Seek-No-Further, Winter Nelis. E' stato anche avviato uno scavo "archeo-botanico" nel terreno circostante la casa per recuperare semi "d'epoca" in grado di germinare di nuovo: i fiori di Emily.
    Il restauro di giardino e serra punta i riflettori su un aspetto meno noto della Dickinson: la sua passione per la botanica testimoniata dall'erbario, oltre 400 varieta', conservato nella Biblioteca di Harvard. Due vocazioni - giardinaggio e poesia - strettamente legate, e infatti la sua passione per ogni specie vegetale e' essenziale per la comprensione della sua personalita', la sua spiritualità e i suoi versi. "La casa e il giardino erano il suo laboratorio poetico", ha detto la direttrice del museo Jane Wald. Nelle 1.789 poesie rimaste - tutte tranne sei inedite al momento della morte - Emily fa riferimento a piante quasi 600 volte e nomina oltre 60 varieta'. Le citazioni di fiori sono 350, soprattutto rose ma anche specie più umili come le margherite e il trifoglio: entrambi simboli di se stessa nelle lettere e in versi: "La carriera dei fiori differisce dalle nostre nel solo fatto che non si fanno sentire", scrisse una volta la poetessa che mori' da reclusa e quasi sconosciuta e che oggi, 130 anni dopo, e' la più amata d'America. 
   

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