Home staging, ecco come valorizzare una casa per venderla o affittarla meglio

Dagli Usa all'Italia la tecnica di marketing per migliorare la 'messa in scena'

  • Interior design per valorizzare immobili da vedere o affittare: home stager. foto Yuri_Arcurs iStock.

(di Mauro Cortesi) - Con pochi, (o tanti a seconda delle necessità) tocchi di stile e gusto trasforma gli interni di un immobile in modo da renderlo più appetibile per chi vuole comprarlo o affittarlo. E' l'Home Stager, una nuova figura che opera nel settore immobiliare con la mission di valorizzare al massimo le 'emozioni positive' trasmesse dagli spazi e dagli ambienti, migliorando le possibilità di vendere o affittare al giusto prezzo una casa, che sia la prima casa o una per le vacanze, soprattutto in un periodo di crisi del settore dove l'offerta supera di gran lunga la domanda.

Con la Home Staging School, nata a Milano nel 2010, arriva per la prima volta a Homi (8/a edizione della rassegna degli stili di vita, 15-18 settembre alla Fiera di Milano), la professione inventata negli Stati Uniti più di quaranta anni fa da Barb Schwarz la prima a rendersi conto di come occorresse riallestire le case, piene o vuote, spersonalizzandole prima di mostrarle ai potenziali acquirenti in modo che questi le immaginassero, non come ambienti caratterizzati dalla personalità e dai gusti dei vecchi proprietari, ma come laboratori per costruire la propria casa ideale.

E come si fa? "Oggi le case si pubblicizzano soprattutto in rete - spiega Sergio Poma fondatore della scuola di formazione - dove chi cerca un immobile guarda soprattutto le foto e visita poi solo quelle che lo hanno colpito in modo favorevole". Scatta una vera e propria 'messa in scena', una proposizione virtuale e non solo che abbia delle caratteristiche che emozionano. "Chi compra casa - sottolinea Poma - lavora molto di pancia e il primo impatto è più di empatia che di ragionamento. Per prima cosa si spersonalizza perché l'home stager non conosce i gusti di chi verrà a visitare la casa, ma solo il target, per esempio se si tratta di una dimora storica, di un monolocale, di un appartamento in città o in una località di vacanza sarà destinato a un certo tipo di acquirente. E' un po' come quando si prepara un albergo si cerca di farci stare a proprio agio ogni tipo di cliente. Poche persone riescono ad entrare in un ambiente, chiudere gli occhi e immaginarselo come potrebbe essere. Bisogna aiutarli. Quando entrano in un ambiente e l'emozione gli dice 'è la casa della mia vita', l'home stager ha vinto".

Regola fondamentale è che la casa vuota è comunque da evitare. In quel caso bisogna arredarla, ma l'home stager porta sempre il proprio materiale di scena e prepara il set per le foto e per le visite. Per prima cosa una macchina fotografica reflex con il cavalletto, poi una sua scorta di complementi di arredo, lampade, drappi, vasi, soprammobili, luci e piante. Poi i mobili che possono essere anche di scena, di cartone magari come quelli che si usano per il cinema e la tv. In Italia esistono diverse aziende che li fabbricano. L'Home Staging School ha già formato circa 600 professionisti. Sono agenti immobiliari o magari architetti, ma anche pensionati e casalinghe. Troppo pochi per la richiesta di mercato che anche in Italia cresce velocemente. I requisiti per diventare Home Stager? "Voglia imprenditoriale, ovviamente gusto estetico, tanta voglia di mettersi in gioco e anche di faticare. Il 95% di quelli che ce la fanno sono donne".

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