Moda da guardare, Google lancia We wear culture, 400 esposizioni online

Pezzi iconici riportati in vita da realtà virtuale, 30 mila foto


(di Gioia Giudici) - Dallo stiletto di Marilyn Monroe allo street style di Tokyo, il mondo della moda è a portata di click grazie alla nuova collezione virtuale di Google "We wear culture", disponibile sulla piattaforma Google Arts & Culture e frutto di una collaborazione con oltre 180 istituzioni culturali di 42 paesi, da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze. Grazie a tecnologie all'avanguardia come realtà virtuale e immagini in ultra-alta risoluzione, chiamate "gigapixel, il progetto consente di esplorare 3000 anni di storia del costume, dall'antica Via della seta al punk inglese, passando per la corte di Versailles. Da una parte, ci sono sezioni non da addetti ai lavori come i video in VR disponibili su YouTube o con un visore per la realtà virtuale che danno vita a quattro pezzi iconici che hanno cambiato la storia della moda: l'abitino nero di Chanel (1925), che ha fatto del little black dress un must have per ogni donna; lo stiletto di Marilyn Monroe creato da Salvatore Ferragamo (1950-60), che ha reso i tacchi a spillo rosso scarlatto espressione di sensualità; maglia e gonna ispirati al kimono di Comme des Garçons da Kyoto (1983) che mostrano come l'artigianato tradizionale possa arrivare su un palcoscenico globale; il corsetto di Vivienne Westwood (1990), che fa incontrare il mondo dell'arte e quello della moda.

Tante anche le mostre digitali, che presentano icone come Alexander McQueen, Marilyn Monroe, Cristóbal Balenciaga, Coco Chanel, Salvatore Ferragamo, Audrey Hepburn, Christian Dior, Helmut Newton, Irving Penn, Yves Saint Laurent, Manolo Blahnik, Gianni Versace, Oscar de la Renta, Pierre Balmain, Vivienne Westwood, Miyake Issey.

Per un appassionato o un esperto di moda che voglia approfondire le sue conoscenze senza spostarsi dalla scrivania è possibile fare esperienze virtuali come la visita alla più grande collezione di costumi al mondo presso il Metropolitan Museum of Art o entrare nel Laboratorio dell'Istituto di Conservazione dei Costumi grazie ai filmati a 360 gradi che permettono di scoprire in che modo gli esperti lavorano per conservare i 35.000 manufatti del museo. Si può anche fare un giro virtuale nelle varie dimore della moda come la Dream Pad di Condé Nast, il Palazzo di Versailles e la African Heritage House; passeggiare al MoMu Fashion Museum di Anversa; camminare dentro Palazzo Pitti per visitare la mostra fotografica di Karl Lagerfeld "Vision of Fashion".

Le immagini a ultra-alta risoluzione, scattate da Google Art Camera, consentono poi di ammirare i ricami di un Abito del Dragone indossato dall'imperatore della dinastia Qing o di avvicinarsi a un soprabito da sera di Elsa Schiaparelli e ai suoi dettagli floreali. Chi è più interessato agli aspetti culturali e sociologici può navigare attraverso il movimento punk britannico, l'evoluzione dello stile di strada giapponese e la storia del denim o scoprire il guardaroba della pittrice Frida Kahlo o come l'attrice brasiliana Carmen Miranda abbia reso popolare la scarpa con plateau negli anni '30. Per gli appassionati di artigianato ci sono video che mostrano come vengono realizzati una scarpa o un kimono tradizionale, esplorano l'arte del merletto belga del XVIII secolo e spiegano l'iconica tecnica di tintura dell'Abito Delphos in India o in Nigeria. "Invitiamo tutti a scoprire le storie che sono alla base degli abiti che oggi indossiamo abitualmente con il progetto We Wear Culture, su Google Arts & Culture. Potreste rimanere sorpresi - dice Amit Sood, direttore di Google Arts & Culture - nello scoprire che i jeans o l'abito nero nel vostro guardaroba hanno cento anni di storia. Quello che indossiamo è autentica cultura e, molto spesso, un'opera d'arte." .

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