Cosa c'è dietro un secolo di reggiseno?

Il 3 Novembre 1914 la giovane ereditiera Mary Phelps lo brevetta

  • Rose di carta per coprire il seno di Marilyn Monroe negli scatti di Bern Stern
  • Piazza Armerina, l'abbigliamento femminile dell'antica Roma serviva a sostenere il seno durante l'attività sportiva
  • Ursula Andress...l'arma segreta per 007
  • Un reggiseno trovato durante i lavori di ristrutturazione del Castello di Lemberg in Austria. Il reggiseno sembra risalire al '400
  • Madonna....i coni che segnarono gli anni '90
  • Jane Russell posa per la pubblicità de
  • Candice Swanepoel...come indossare 10 milioni di dollari per Victoria Secret
  • Negli anni '50, così la pubblicità dei reggiseni della 'Perma lift'
  • Sabrina Ferilli... quello che non si fa per la squadra del cuore
  • Al rogo i reggiseni, le femministe americane alla fine degli anni '60
  • Eva Erzigova in passerella per Dolce e Gabbana
  • Il 'super reggiseno' che Wood Allen nel film, Il dormiglione, usa per catturare il seno gigante che lo perseguita
  • Lady Gaga...quando il reggiseno diventa l'abito
  • Adriana Sklenarikova, la top che lancia il Wonderbra
  • Quando il reggiseno va in copertina
  • Brandi Chastain...un reggiseno che vale una Coppa del Mondo. Nel 1999 festeggia cosi' il gol decisivo nella finale contro la Cina, ai mondiali femminili
  • Il 'volo' dei reggiseni, simbolo per la prevenzione del tumore al seno
  • Il reggiseno
  • Amy Adams....quando non ce ne è bisogno

Cosa unisce la ricca New York di inizio Novecento con il fascino dei mosaici di piazza Armerina, gli show provocanti di Madonna e Lady Gaga con le morbide seduzioni da bistrot, la coppa del Mondo di calcio con la protesta femminista nel ’69 a Washington, ‘’007’’ con Woody Allen?

Due pezzettini di stoffa tenuti insieme da elastici.

La giovane ereditiera Mary Phelps Jacob quel 3 novembre 1914, brevettando il Backless Brassiere, primo modello di reggiseno della storia, cambio’ non solo il modo di vestire delle donne, costrette fino a quel momento a sopportare scomodi sistemi di contenimento come corsetti e stecche di balena, ma anche il costume, i canoni di seduzione, i meccanismi di protesta e il quotidiano collettivo.

Un secolo di storia vissuto attraverso l’evoluzione di quei due pezzetti di stoffa cuciti insieme per ‘’poter indossare un abito scollato e trasparente senza mostrare il corsetto sottostante’’, come spiego’ candidamente la Phelps. Una trovata della quale la nipote di Robert Fulton, inventore del battello a vapore, intui’ immediatamente il potenziale rivoluzionario: "Non posso dire che il reggiseno cambierà il mondo come il battello a vapore del mio antenato, ma quasi", dichiaro’ presentandolo.

 

L'INTERVISTA A VALERIA MARINI: "Sono figlia del wonderbra"

di Alessandra Magliaro

Tra Valeria Marini e il reggiseno è una lunga storia di passione. ''Mi è sempre piaciuto. L'ho cominciato ad indossare a 12 anni, il seno cominciava a crescere e a me quell'oggetto faceva sentire grande'', racconta all'ANSA l'attrice che qualche anno fa ha fatto diventare questa passione anche un lavoro disegnando collezioni di biancheria intima femminile. ''Sono sempre andata matta per la lingerie ma non qualunque: a me piace il pizzo, l'intimo è fatto per sedurre, la biancheria più 'sportiva' mi fa orrore'', aggiunge Valeriona, 47 anni, 1,78 di altezza, un fisico imponente da sempre con il mito di Jessica Rabbit.
Nata a Roma, cresciuta a Cagliari, nel 2005 ha creato anche una sua linea di intimo Seduzioni cui sono seguiti altri marchi, come quello del pret-à-porter Seduzioni Diamonds. ''Il reggiseno è una di quelle cose che nel guardaroba di una donna non devono mancare mai. Io ne ho a decine e sono tutti dei push up. Sono una 'figlia' del Wonderbra, il primo che arrivò in Italia di quel genere che sosteneva con eleganza e per la verità mi ricordo molto bene anche del 'Ninnolo' che era l'antesignano del primo Wonderbra. Per la Marini è impossibile farne senza, ''valorizza la figura ed è bello da vedere''.
Nella lunga storia del reggiseno, è nato nel '400 secondo gli ultimi ritrovamenti ma è di 100 anni fa il brevetto per un modello arrivato fino ai giorni nostri, c'è stato un periodo, negli anni '70, in cui il movimento femminista invitava a bruciare i reggiseni in piazza e a liberarsene. ''Non entro nel merito, era un momento storico e la protesta ci poteva pure stare, io penso sia un elemento che sottolinei la femminilità, mica vorremo esser uguali agli uomini?'' ironizza la Marini. In quanto disegnatrice di lingerie capisce ad occhio forme e misure, un consiglio vale per tutte: ''il taglio della coppa è la cosa fondamentale da guardare, deve essere giusto per il tipo di seno e soprattutto proporzionato''.


Preformate, imbottite con i 'pesciolini', con il ferretto sotto, ad acqua o ad olio, le coppe sono l'elemento portante, è il caso di dirlo, del reggiseno e sono determinate dal volume del seno che deve contenere. Si va dalla 1/a fino all'8/a. Valeria Marini va a colpo sicuro: è una coppa C. La taglia quarta o cinque secondo il momento.

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