All'asta tombe extra-lusso a Venezia, richieste dall'estero

Sono 5 cappelle ricche pezzi d'arte nel cimitero di San Michele


(di Rosanna Codino) - Solletica la vanità di americani e russi, ma un pensierino per una tomba vip a Venezia lo hanno già fatto anche inglesi e francesi. Ma sarà un privilegio per pochi garantirsi il riposo eterno in una delle cinque cappelle monumentali del cimitero dell'isola di San Michele, che l'amministrazione municipale metterà all'asta perché la proprietà legittima è decaduta entro il 31 gennaio. D'altro canto il Pere-Lachaise della laguna include 'vicini di casa' come Ezra Pound, Igor Stravinskij, Sergej Djagilev, Emilio Vedova, Christian Doppler, Josif Brodskij, Zoran Music e Luigi Nono. La più economica delle tombe offerte - e per le quali vi sono già diversi interessamenti - parte da 256 mila euro, ma si può arrivare anche a 335 mila euro, rilanci esclusi. A determinare il valore delle cappelle, come spiegano l'arch. Riccardo Cianchetti di 'Insula', e il geom. Valerio Scantamburlo, di 'Veritas', sono la grandezza, lo stato di conservazione, i restauri già compiuti e la bellezza degli arredi. Varcare la soglia della Cappella Salviati, una tra le più costose messe all'incanto (315 mila euro per una camera interrata di 8,79 metri quadri e uno spazio fuori terra di 9,80 metri quadri) e comunque un vero 'affare' tenuto conto dell'accurato restauro, fa pensare allo splendore degli interni della Basilica di San Marco. La tomba, che si trova nell'emiciclo vicino all'ingresso ottocentesco, nello 'snodo' tra il vecchio convento e il cimitero vero e proprio, è interamente decorata da tessere di vetro, alcune dorate, altre sui toni pastello, a definire il profilo di una città nebulosa e onirica alla Guidi. A comprarla nel 1914 per 9 mila lire fu Sivio Salviati, figlio di Antonio, fondatore dell'omonima azienda vetraria, che fece curare il progetto da uno degli architetti più in voga, Prudente Sardi. In alternativa, sempre per chi non vuole badare a spese, c'è la Cappella Testolini Quadri (prezzo da 256 mila euro), anche in questo caso arricchita da mosaici e marmi policromi, o la Cappella Azzano (277 mila euro) il cui soffitto è andato completamente distrutto. O ancora la Cappella Venier (287 mila euro), completamente da restaurare. Non economica neppure la Cappella Olivieri (335 mila euro) dal profilo turrito, talmente trascurata che presenta una copertura di piante sul tetto. Nella certezza che le cappelle troveranno presto un acquirente, il Comune di Venezia, annuncia Maurizio Zaranto, responsabile degli otto cimiteri del centro storico, si appresta a mettere in vendita altre 15 tombe di famiglia, con un bando che sarà pronto entro la fine dell'anno. Intanto pensa ad un regolamento per razionalizzare le visite turistiche di gruppo al sito pluriconfessionale. "Ogni giorno vengono centinaia di visitatori - sottolinea Zaranto - e tutti tendono ad affollarsi nelle aree delle tombe dei personaggi famosi". San Michele è in effetti una città nella città, o meglio la vera città lagunare visto che i suoi 60 mila 'abitanti' defunti superano i 54 mila che popolano, da vivi, il centro storico veneziano. Come ogni cimitero che si rispetti, anche quello di Venezia ha la sua eroina sfortunata: è Sonia Kaliensky, una nobile russa che si tolse la vita con il laudano a 22 anni per una pena d'amore durante il festeggiamenti al Danieli del Carnevale del 1907. La mano della sua scultura è lucida e brilla al sole a causa delle carezze lasciate dai visitatori. "Se l'atmosfera di un cimitero si misura anche dallo spirito che rimane di chi vi è sepolto - sottolinea lo scrittore Alberto Toso Fei - Venezia non teme rivali. L''isola dei morti' sebbene abbia un passato relativamente recente, offre delle atmosfere inimmaginabili altrove".

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