Fendi Studios, dalla maison omaggio al cinema

A Palazzo della Civiltà a Roma tra film e pellicce una mostra e una sala 64 posti

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(di Patrizia Vacalebri) - Una biglietteria vintage con cassiera accoglie gli ospiti all'ingresso di Palazzo della Civiltà. Il ticket è per Fendi Cinema, 64 poltroncine in velluto rosso complete di abatjour, dove si proietta il corto "Making Dreams: Fendi and the Cinema" di Antonio Monfreda e Patrick Kinmonth, prodotto da Fendi in collaborazione con Cinecittà Studios, girato in notturna all'interno dei celebri studi romani con la sola presenza delle pellicce Fendi protagoniste di film cult. I tipici palazzi grigi con scale antincendio di Manhattan a New York, fanno da sfondo alle pellicce e alle borse di Fendi mostrate da Meryl Streep ne Il Diavolo veste Prada e da Sarah Jessica Parker in Sex and the city, nell'indimenticabile scena della rapina, dove la diva nei panni di Carrie Bradshaw si rivolge in lacrime al rapinatore dicendo "...questa non è una borsa è una Baguette!". E' solo uno dei set interattivi che danno la possibilità allo spettatore d'inserirsi attraverso giochi di proiezioni o di specchi, negli allestimenti della mostra "Fendi Studios", omaggio al mondo del cinema da parte della maison romana (27 ottobre-25 marzo 2018) che ha dato vita al 26 ottobre a Palazzo della Civiltà alla Festa del Cinema di Roma, con party ad alto contenuto di star del grande schermo, da Rosamund Pike (protagonista di "Hostiles" che apre il festival) al premio Oscar Christophe Waltz, e di autorità che vanno dal ministro Dario Franceschini alla presidente della Fondazione del Cinema di Roma Piera Detassis.

"Il cinema è sempre stato importante nella nostra famiglia - spiega Silvia Venturini Fendi, direttore creativo delle linee accessori, uomo e bambino della griffe- e nella nostra azienda. La maison ha un rapporto stretto con Cinecittà. Le sorelle Fendi hanno collaborato a progetti che oggi possono essere considerati rivoluzionari, collaborando con costumisti del calibro di Piero Tosi e Milena Canonero. Abbiamo lavorato con i più importanti registi, da Luchino Visconti a Wes Anderson, da Martin Scorsese a Giuseppe Tornatore, e siamo intenzionati a continuare".

"Così è nata l'idea di riunire questi film in un'unica esposizione - spiega Pietro Beccari ceo di Fendi -. Lo stesso Palazzo della Civiltà Italiana è legato al cinema poiché è stato negli anni teatro di film iconici come Boccaccio '70, Titus e Zoolander II". "Le mostre qui sono andate molto bene - prosegue - quella sull'artigianato ha avuto 55mila visitatori, 42mila per Penone. Abbiamo bonificato la zona e oggi pullman pieni di turisti si fanno portare in visita qui".

Sulle voci di una sua uscita da Fendi per passare a Dior, che fa parte sempre del Gruppo Vuitton, Beccari glissa e preferisce parlare piuttosto dei successi ottenuti da Fendi: "a dicembre 2016 - annuncia- abbiamo superato un miliardo di euro di fatturato". La mostra apre con Easy Rider: uno sfondo verde e un'automobile spider vintage dov'è possibile salire e fare foto, fanno da teatro alle pellicce indossate da Madonna in Evita, da Tilda Swinton ed Edward Norton in Grand Budapest Hotel, da Barbara Carrera in Mai dire mai e da Rebecca Romijn in Femme Fatale. Nel set A Room with a View, il pubblico viene proiettato, grazie a un gioco di specchi, all'interno di un edificio newyorchese, sui set di film ambientati nella città come Blue Jasmine con Cate Blanchett, o L'età dell'innocenza con Michelle Pfeiffer. In Adventures in Tenenbaumland, un corridoio di specchi fa da fondo alla proiezione di una scena del film I Tenenbaum con Gwyneth Paltrow in visone gold targato Fendi.

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