Memorabilia, gli oggetti cult per collezionisti nostalgici contagiano il mercato dell’arte. Inchiesta

Case d’aste aggiungono settori per la ‘culture-geek’: i pazzi di feticci di personaggi famosi, dischi in vinile e vecchi videogames

  • Batman, Twentieth Century Fox, 1966, British quad poster, designed by Tom William Chantrell, backed on pape. Venduto da Bonhams per £5,625 (€6,575) premio d'asta incluso
  • memorabilia
  • Lotto 27 A BREAKFAST AT TIFFANY'S, Paramount Pictures, 1961, Venduto per £1,625 (€1,899) premio d'asta incluso ENTERTAINMENT MEMORABILIA 15 Dic 2016, 12:00 GMT  LONDRA, KNIGHTSBRIDGE . Bonhams
  • Steve-Sansweet-Largest-Collection-Of-Star-Wars-Memorabilia
  • harley davidson 1965 appartenuta a Michel Polnareff
  • Rancho-Obi-Wan star wars collectors
  • la paglietta di Maurice Chevalier
  • jimi-hendrix-bonhams
  • Il guanto strass di Michael Jackson
  • robot R2-D2 star wars.
  • mylene-farmer_defile-jean-paul-gaultier
  • cultures-geek
  • PRIVATE CALLAS Dresses and memorabilia in a textilile scenery by Bonotto
  • movie geek memorabilia.

(di Agnese Ferrara) – Vestiti di attori celebri, dischi in vinile, vecchi videogames sono battuti all’asta per cifre sempre più elevate. Le grandi case d’aste ora fanno spazio alla cultura pop ed esplorano nuovi segmenti di business. La parigina Millon & Associates nel 2013 ha aggiunto un dipartimento intero dedicato a collezionisti particolari, poco amati dai veri collezionisti d’arte. Questa primavera, inoltre, inaugurerà la vendita online di alcuni modelli di scarpe personalizzate da artisti molto noti nel mondo dei graffiti. Non è arte preziosa e chic, ma il mercato da sempre più fa gola agli esperti.

Gli appassionati di cimeli e feticci legati ad un passato relativamente recente, magari a un film o ad un cantante o ad un personaggio di spicco che, anche attraverso i media, è divenuto noto nel mondo, vanno sempre più a caccia delle loro tracce. Idem gli amanti dei videogames di una volta, o dei dischi in vinile. Non sono semplici fan, vanno oltre il tifo, sono collezionisti nostalgici che spendono cifre da capogiro per accaparrarsi gli oggetti amati. Il mondo anglosassone li definisce ‘culture geek’, termine di difficile traduzione ma che vuol dire ‘tendenza collezionisti molto appassionati ed esperti’. Sanno tutto di un personaggio e ambiscono ad avere un loro ricordo. E’ amore appassionato per ‘memorabilia’, termine che include gli oggetti-ricordo e il fenomeno contagia tutti i paesi, in particolare la Francia ma è consolidato soprattutto negli Stati Uniti.
Analizza il nuovo fenomeno l’ultimo report di ArtMediaAgency, rivista specializzata e rinomata del settore che fa l’elenco degli oggetti feticci più noti per il pubblico francese: dal giubbotto militare della cantante francese Mylène Farmer alla paglietta del celebre attore Maurice Chevalier alla pipa del cantautore e attore Georges Brassens.
I casi di vendite eccezionali si sprecano. Nel lontano 1970 gli MGM studios mandarono all’asta 350.000 costumi e quelli di Marylin Monroe e di Elvis Presley furono venduti per 1.000 dollari. Se vogliamo fare un esempio dei giorni d’oggi, invece, basta ricordare che la chitarra acustica di Jimi Hendrix è stata battuta all’asta da Bonhams, Londra, per 209.000 sterline.
I culture-geek non sono solo collezionisti nostalgici, sono anche operatori professionisti col fiuto per gli affari che fanno acquisti in internet di oggetti relativamente vecchi o che fanno incetta di accessori nei negozi specializzati in cimeli, per poi rivenderli a prezzi esorbitanti. In media il 75% degli oggetti viene rivenduto, il giro d’affari va dai 39.000 ai 70.000 euro senza spese per asta, anche se qualche volta ci sono giacenze perché non si tratta sempre di cose rare.
Anche i vecchi videogames hanno un pubblico di amatori sempre più vasto. Ad esempio ‘Dino force’, mitico videogame giapponese, è stato rivenduto a 10.000 euro e il sito france.retrogaming ha un vasto pubblico molto affezionato.
La rivista Art Media Agency riporta che nel 2013 Christophe Fumeux, perito di fumetti, fondò la sua casa d’aste e per prima cosa mise in vendita abiti e oggetti di uso quotidiano del cantante Claude François e della sua band raggiungendo complessivamente la quota di 180.000 euro. Ha continuato a vendere cimeli per 270.000 euro nel 2014, poi 390.000 nel 2015 e, infine, 235.000 € nel 2016. Alcuni esempi? 17.000 euro pagati per un costume di scena di Claude François, 15.000 dollari per l’Harley Davidson di Michel Polnareff o 8500 € per una pagina scritta a mano di Serge Gainsbourg. Senza dimenticare i numerosi dischi d'oro.

I rischi non mancano, il mercato è poco strutturato e non bene organizzato. “Ci sono un sacco di falsi in giro così ", spiega Christophe Fumeux nel report. "C'è anche qualcosa di particolare in questo tipo di collezionisti: fanno gruppo chiuso intorno ad un determinato artista, tutto diventa raro ed è complicato organizzare un’asta”. Per l’esperto è invece internet la chiave del vero futuro mercato per i ‘culture-geek’ perché ricco di forum e discussioni fra appassionati, idem facebook e i blog.
E se in Europa il fenomeno è nascente a non ancora radicato, il mercato è già forte altrove, in particolare oltreoceano – segnala il report: a Los Angeles, il calcolo renale dell'attore William Shatner è stato venduto per 75.000 dollari e due scatole vuote di pillole appartenute a Marilyn Monroe, per oltre 18.000 dollari.
L’ottobre scorso negli Stati Uniti la casa d’asta Julien’s Auctions di Los Angeles ha organizzato una giornata Memorabilia dedicata ai souvenir dei Beatles,in collaborazione con Beatles Story di Liverpool, così come una giornata dedicata a Jane Fonda e Joanne Carson, icone di Hollywood, che ha superato gli 8 milioni di dollari di fatturato, con un tasso del 98% dei lotti venduti. Il vestito ‘Buon compleanno’ indossato da Marilyn Monroe al compleanno di Kennedy è stato appena venduto per 4.81 milioni di dollari e l’orologio di platino e diamanti indossato dall'attrice per 225.000.
"Ovviamente, le star internazionali sono quelle che vendono il meglio ", spiega Darren Julien nel report. "Marilyn Monroe, James Dean o Audrey Hepburn continuano ad affascinare e attirare gli acquirenti".
Da Bonhams, Londra, lo scorso anno sono stati venduti alcuni cimeli di Audrey Hepburn, tra i quali una serie di lettere scritte a mano da lei. Vendute per 11.250 sterline, al doppio della loro stima iniziale. Idem per l’album dei Beatles ‘Srg. Pepper’s Lonely Hearts, firmato dai quattro membri della band, è stato battuto per 74.500 sterline. E il taccuino di Freddie Mercury in cui il cantante ha scritto un paio delle sue canzoni più famose, tra cui The Show Must Go e I Want It ha raggiunto la quota di 62.500 sterline.

 

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