Risiko, 40 anni di sfide strategiche

Gioco da tavolo ancora popolare con i suoi carrarmatini. La sua storia è affascinante

  • Risiko, nuova edizione per i 40 anni
  • Il RisiKo piu grande del mondo Sant'Eufemia a Maiella
  • Risiko EG - Spin Master La prima scatola di Risiko 1977 - 1997
  • Risiko Silvestro Iacono Campione Nazionale 2016 gioca una partita con Saverio Raimondo nello show tv CCN
  • Risiko Tornei anni '80
  • Lifestyle Risiko I RisiKo Club d'Italia (fonte Almacreativa)
  • Risiko Tornei vivente Corno ti RisiKo 2017
  • Risiko Tornei anni '90
  • Risiko Emilio Ceretti fondatore di Editrice Giochi
  • Risiko Torta RisiKo dello chef stellato  Moreno Cedroni (fonte Instagram)
  • Risiko Tornei vivente Corno ti RisiKo 2017
  • Risiko Tornei vivente Corno ti RisiKo 2017

Come Monopoly, Cluedo, Tabù, Scarabeo, Risiko appartiene a quella categoria di giochi da tavolo che, per ragioni forse non spiegabili, è passato indenne attraverso il tempo e le generazioni. Persino ora che pensare solo di mettersi intorno ad un tavolo amici e/o familiari e giocare senza sconfinamenti tecnologici e connessioni sembra un lusso anacronistico e irrealizzabile. Eppure, quei giochi sono lì, ancora divertenti e affascinanti, coinvolgenti, che fanno subito 'tempo libero'.

Risiko compie 40 anni in Italia, avendo debuttato nel 1977. A settembre, Editrice Giochi con un nuovo logo, un nuovo pack, una nuova plancia e una nuova regola riporta in campo i suoi carrarmatini colorati per invadere le case di nuove generazioni di italiani. E' il gioco di strategia per eccellenza in Italia, 100.000 pezzi venduti ogni anno per raggiungere le case di oltre 10 milioni di italiani, centinaia di tornei regionali e nazionali organizzati dagli anni ’80 a oggi, 500.000 partite disputate nella versione digital, 30 RisiKo! Club ufficiali sparsi su tutto il territorio italiano da Nord a Sud: RisiKo! è uno dei giochi più famosi in Italia, e quello con la community più forte e attiva, tanto che la parola risiko è usata quotidianamente nel linguaggio comune e in quello dei media come sinonimo di strategia.

Ispirato al gioco La conquete du monde inventato dal regista francese Albert Lamorisse verso la metà degli anni ’50, RisiKo! debutta in Italia nel 1977, nella versione messa a punto dallo storico inventore Spartaco Albertarelli per Editrice Giochi, con alcune particolarità che lo distinguono da ogni altra versione internazionale. Una in particolare: i celebri carrarmatini colorati in plastica, che nella versione made in Italy sostituiscono anonime pedine da gioco utilizzate in tutti gli altri adattamenti oltralpe. E sono proprio i carrarmatini i protagonisti indiscussi di questo restyling: diventati a tutti gli effetti vere e proprie icone per tutti i fan del gioco, da settembre 2017 usciranno dopo 40 anni dalla scatola, per entrare nel logo e nel pack di RisiKo!. Una scelta che vuole sottolineare l’italianità di RisiKo! – marchio registrato in Italia con le sue regole e i suoi simboli originali. Nella nuova scatola, sei carrarmati nei sei storici colori–rosso, viola, giallo, verde, blu e nero– diventano punto di partenza di altrettante strisce di colore, per riproporre una bandiera speciale, quella dell’universo RisiKo!, con un voluto richiamo alla bandiera della pace per sottolinearne il valore di gioco strategico, e non di guerra, cheha saputo unire, in 40 anni di storia, persone di ogni età, di ogni genere e provenienza, sotto il comune denominatore della sfida da assaporare in ore e ore di appassionanti partite tra amici.

Le origini del gioco si trovano in Francia verso la metà degli anni ’50 del secolo scorso. Albert Lamorisse è un regista francese abbastanza quotato, tanto da andare molto vicino a vincere un Oscar con il suo Le balon rouge, nel quale recita il giovanissimo figlio Pascal. Nel tempo libero si diletta ad inventare un gioco che, nella sua fantasia avrebbe dovuto coniugare strategia e didattica, aiutando i ragazzi a memorizzare nomi di stati e territori a livello internazionale. Nasce così quello che intitola La conquete du monde un gioco fatto prevalentemente da carte che vengono disposte sul tavolo a formare una sorta di planisfero con aree di mare e di terra. Il gioco contiene delle idee originali per l’epoca, ma non è del tutto privo di difetti, così la società Mirò Company affida a Jean-René Verne, suo progettista interno, il compito di revisionare quel gioco, eliminando quelle parti che lo rendevano troppo lungo e macchinoso. Il risultato di questa revisione porta, nel 1957, alla pubblicazione del gioco con il titolo originale. Il gioco ottiene subito un discreto successo e inizia ad interessare anche altre case editrici al di fuori della Francia, fra le qualil’americana Parker bros., all’epoca la più importante e famosa del mondo. L’idea piace, ma per i gusti americani alcune delle regole del gioco risultano poco adatte e anche il titolo viene considerato poco adatto. A parte l’eccessiva lunghezza, si vuole evitare che il gioco venga in qualche modo considerato troppo militare. La Seconda Guerra Mondiale è un ricordo decisamente fresco e in molti ritengono che un gioco che simula la conquista del mondo possa risu

La Parker inizia quindi una nuova e più approfondita fase di revisione delle regole del gioco, ma soprattutto si pone il problema di trovare un titolo più semplice e accattivante. Come spesso accade nelle storie di grande successo americane, esistono numerose leggende su come si sia arrivati all’idea vincente, sta di fatto che, nel 1959 la Parker pubblica RISK e da quel momento il successo del gioco diventa planetario. In breve tempo la Mirò Company viene acquisita proprio dalla Parker e il gioco diventa così Risk in tutti i paesi nei quali viene distribuito, con l’eccezione della Germania dove esce con il titolo RisiKo, che in tedesco significa proprio rischio, esattamente come la parola inglese risk.

Risiko in Italia

Partner ufficiale della Parker nel nostro paese è storicamente Editrice Giochi che aveva iniziato a collaborare con la casa americana sin dal 1935 con Monopoly, ma i diritti riguardanti Risk sono saldamente nelle mani della famiglia Lamorisse. E quindi il gioco finisce per prendere altre strade, almeno inizialmente. Albert è deceduto in un incidente aereo mentre lavorava alle riprese del suo nuovo film e così la gestione dei diritti riguardanti il gioco passa nelle mani della famiglia e in particolare proprio di quel Pascal che, da bambino, aveva recitato nel film più famoso del padre. Diversamente da altri giochi diventati dei classici, la storia di Risk è costellata di edizioni diverse, piccole o grandi modifiche alle meccaniche di base, introduzione di novità e aggiunte di vario tipo, che vanno dalla modifica della veste grafica all’introduzione degli obiettivi segreti, dall’uso di due o tre dadi in difesa all’utilizzo di differenti pezzi di gioco. Il gioco arriva in Italia alla fine degli anni ’60 grazie a una piccola società denominata Giochi Club, che avrà vita abbastanza breve. La società, di fatto, traduce in italiano la versione tedesca del gioco, mantenendone il titolo RisiKo che in italiano moderno non significa nulla, ma ben si collega al proverbio“chi non risica non rosica. Giochi Club fallisce e cede i diritti di produzione a Editrice Giochi, che nel 1977 esce con un’edizione abbondantemente riveduta e corretta e fa iniziare la storia cult di questo gioco. Gli inizi sono contraddistinti da un errore di stampa che crea tra Egitto e Medio Oriente un confine di colore blu, che la maggior parte dei giocatori ritiene essere il Canale di Panama e quindi invalicabile. L’errore viene immediatamente corretto, ma ancora oggi il confine tra Egitto e Medio Oriente è oggetto di discussione tra gli appassionati, e non solo quelli meno giovani. Anno dopo anno il gioco diventa sempre più popolare e con lui i piccoli carrarmatini in plastica che sono un’invenzione tutta italiana e che non esistono in nessuna delle edizioni internazionali, neppure quelle deluxe. In tutto il mondo, Risk si gioca con pedine di forma neutra, un dettaglio che è retaggio di un passato nel quale si voleva evitare qualsiasi riferimento alla guerra. Ma i piccoli carrarmatini di plastica, in realtà, non spaventano nessuno, anzi diventano rapidamente un vero e proprio oggett ocult che ogni italiano conosce, anche se non è un accanito giocatore di Risiko. Gli anni ’80 sono quelli che sanciscono l’esplosione del fenomeno, con vendite che fanno invidia a paesi molto più grandi del nostro, dove il mercato del gioco da tavolo è decisamente più importante, ma sanciscono anche un lento e progressivo smarcamento delle regole italiane da quelle internazionali. Nel corso del tempo, piccole modifiche e nuove versioni del gioco fanno sì che oggi Risiko non possa più essere considerato come l’edizione italiana di Risk, ma un gioco a sé stante, ormai assai diverso da quello originale. Determinante, in questa fase evolutiva è stata la creazione delle regole da torneo che ha dato vita a un vero a proprio movimento di appassionati, unico nel suo genere. Difesa obbligata, guarnigione minima e sdadata diventano termini sempre più abituali per gli appassionati delle regole da torneo che, dopo una prima edizione molto simile al classico, ma con diversi obiettivi segreti, si sviluppano nell’edizione Prestige e poi in quella Challenge che costituisce la base anche per la versione online. Quest’anno per la prima volta viene introdotta la regola Time Attackche permette una modalità di gioco più veloce, in alternativa alla modalità classica, che può protrarsi anche per ore e ore.

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