Graphic novel è boom, sono i nuovi romanzi?

Da Zerocalcare a Fior grande successo. Negli anni è diventato un modo di raccontare la realtà. Come Pompei di Toni Alfano

  • Graphic novel 'Pompei' di Toni Alfano
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(di Paola Mentuccia)

   (ANSA) - ROMA - Se l’immagine sembra pian piano predominare sul testo, non finirà che il graphic novel soppianti lentamente il romanzo? Bistrattato da un certo conservatorismo intellettuale, il fumetto negli ultimi anni è stato progressivamente riconosciuto dalla collettività come un genere “alto”, tanto che, come si è soliti fare con ciò che è di tendenza, ha assunto universalmente un nome inglese anche in Italia: il “graphic novel”, letteralmente il “romanzo grafico”. Le molte fiere del fumetto che si svolgono in Italia fanno numeri da capogiro, a cominciare da Lucca Comics (dove tra l'altro Gabriele Salvatores presenterà il suo Il ragazzo invisibile) e il fumetto, specialmente nella forma libro, è diventato una parte importante del mercato editoriale nazionale.

Non lo si trova più solo nelle fumetterie frequentate da giovani nerd o nelle librerie specializzate ma anche nei punti vendita di massa e, complice anche la candidatura di Gipi al premio Strega (evento non immaginabile fino a pochi anni fa) e il successo di autori come Manuele Fior e Zerocalcare, il fumetto italiano cavalca l'onda di una profonda rinascita, premiata dalle vendite. Non è un caso che ciò accada proprio nell’era in cui l’immagine ha assunto un ruolo centrale nell’informazione e nella comunicazione. Del resto, il messaggio veicolato tramite disegno garantisce un’assimilazione più immediata, per certi versi più facile, e anche una più lunga durata nella memoria. Il graphic novel è diventato quindi, non solo un genere letterario trendy, ma anche uno strumento – proprio in virtù di tale tendenza – sempre più utilizzato per raccontare l’attualità, per gettare luce su dinamiche della quotidianità che viviamo ma che non cogliamo e non elaboriamo. E’ il caso di “Pompei”, primo graphic novel di Toni Alfano che, nel contesto di crescita del genere, alza l'asticella di quello che il fumetto può dire e fare con immagini e parole. Guardando al 79 d.C., quando la città campana fu sommersa da una marea scura di lapilli e di cenere e seppellita da uno strato di tre metri, parla della nostra condizione contemporanea: racconta un luogo riconsegnato alla modernità nell'istantanea della propria distruzione, resa attraverso un segno grafico potente e, al tempo stesso, intimo e poetico. E sospeso com'è in quell'attimo raggelato ed eterno, svela quello che siamo stati, quello che siamo, quello che potremmo essere, rispondendo in pieno alle nuove dinamiche di sviluppo del graphic novel: è un cosmo di riferimenti - dalla filosofia orientale alle suggestioni grafiche pop, dai proverbi arabi ai personaggi dei cartoon, dalla moda al design retró, dalla pubblicità all’illustrazione ottocentesca, da Walt Disney ai mostri classici del cinema dell'orrore – che riflette sulla condizione umana con un linguaggio libero-associativo che riporta al surrealismo novecentesco ma che al tempo stesso è specchio di una fragilità più attuale che mai.

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