Light Art la periferia a Roma si scopre museo a cielo aperto/VIDEO

Dal tramonto a notte a Roma con nuovi occhi angoli inediti della città

  • radiolaser rgb
  • Iconografono_Tommaso Rinaldi
  • Building’s Soul_Alice Felloni

Imprese impossibili, “sogni lucidi” in cui si è consapevoli di sognare, liberi di esplorare e modificare la realtà a proprio piacimento. E' la sfida di RGB Light Experience – Roma Glocal Brightness, il primo festival urbano gratuito di light art, nato a Roma nella primavera del 2015, e ora pronto a tornare dal 27 al 29 ottobre forte dei 60 mila visitatori registrati nella prima edizione e le partnership con i più importanti festival della luce europei.
Ideato e realizzato da Luci Ombre, società specializzata in eventi culturali, ha vinto il bando “Sillumina” indetto da SIAE e Mibact, con il quale è stata finanziata la sezione di artisti under 35 del festival e si inserisce nelle iniziative del programma di Contemporaneamente Roma 2017, promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e in collaborazione con Siae. 4 chilometri parte del V Municipio, dal Pigneto a Tor Pignattara. Tre giorni - dal tramonto a notte fonda - per scoprire con nuovi occhi angoli inediti e nascosti della città attraverso installazioni luminose interattive, opere site specific di light art, urban light e video mapping. Luoghi pubblici e privati, bellezze architettoniche e archeologiche, saranno svelati attraverso le 19 opere inedite e site specific di artisti celebri e talenti emergenti, pensate e realizzate esclusivamente per il festival.

Protagonista la light art, forma di arte urbana contemporanea che vede nell’utilizzo della luce il suo mezzo di espressione grazie a cui la città diventa un museo a cielo aperto, fruibile da tutti. Territorio e cittadini sono al centro di questo progetto, in un modello glocal di valorizzazione del territorio e un’occasione di riscatto per la periferia romana.

Potrete sbirciare la vita e le storie degli abitanti di un palazzo con l’opera di video mapping Building’s soul di VJ ALIS, all’anagrafe Alice Felloni (classe ’85, collaborazioni con Rai e Fendi, vincitrice l’anno scorso del VJ Contest del Signal Festival di Praga); o “modificare la realtà” con Iconografono, l’opera interattiva, sospesa e ipnotica di Tommaso Rinaldi, aka High files, giovane 27enne già di casa nei principali festival internazionali e recentemente vincitore nella categoria "VJ ART" del contest dell' Odessa Light Fest in Ucraina.
Ancora, gioco e divertimento con la video installazione ludica FLxER Mapping gaming: The Pinball firmata da Gianluca del Gobbo, personalità di spicco della scena creativa nazionale e internazionale con una collezione di riconoscimenti in tasca (premio Bardi Web di IBM nel 2004; nel 2006 l'A.B.O. d'argento). Mentre vi incanterete con Massimo Rizzuto e il suo Librio: opera leggera e maestosa, alta circa 6 metri, che con il suo moto continuo sembra suggerire di muoversi nella vita come equilibristi, cercando conforto nella certezza di un permanente spostamento.

Il duo La mia paura è bianca, composto da Eleonora Avino e Martina Frattura, porta al festival l'installazione luminosa Distorsione, capace di modificare la percezione dei luoghi osservati abitualmente; e Marco Amedani torna con Call your special Franci (not mine, please). Si prosegue con le installazioni luminose di Federico Cecchi, Dreambox; Miodesopsie di Andrea Daly e Federico Cecchi; Code 13, che gioca sull’assenza tra gli spazi vuoti di una palazzina, di Massimo Desiato. Lo soffia il cielo di S+C studio (Federico Ciani e Alessia Scatena), è un’opera ispirata a “Cosa sono le nuvole”, episodio di “Capriccio all’italiana” diretto da Pasolini; l’installazione audiovisiva System di Elisa Mancini, rielabora le lettere, le immagini e i suoni inviati dal pubblico; mentre Simone Palma e Diego Labonia presentano la surreale e poetica Ether’ò, basata sulla proiezione di immagini su uno spettro d’acqua luminoso e con le musiche di Matteo Colasanti.
Livia Ribichini e Alessandra Grieco propongono Memoria geologica, ispirata al “mito della caverna” di Platone; mentre Diego Labonia firma da “solista” Near death, con cui si interroga sul passaggio tra la vita e la morte.

Al Parco Giordano Sangalli arriva Radiolaser (firmata RGB): raggi laser luminosi saranno proiettati lungo le arcate le mura dell’acquedotto Alessandrino, opera idraulica del III sec. d.C., creando disegni e suggestioni inedite.
Durante il festival il giardino Arena Aurora - una ex arena cinematografica normalmente chiusa al pubblico - rinascerà con le luci e i colori di Photosynthesi: un intervento artistico basato su una tecnica innovativa che utilizza un estratto a base di clorofilla come pigmento temporaneo per dipingere il giardino spontaneo dell’Arena. Cancelletto, TSO, MOTOREFISICO, Re delle Aringhe, sono gli artisti chiamati a dipingere tra le edere, per uno spettacolo che lascerà senza fiato. L’opera nasce dalla collaborazione tra RGB e il dott. Franco Miglietta, Dirigente di Ricerca presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Infine, MediaMash Studio espone Day Hole, video proiezione di cielo diurno sullo sfondo del naturale cielo notturno che ricorda concettualmente “L'impero delle luci” di René Magritte; mentre i due artisti spagnoli Alfredo Álvarez e Patricia Díez del collettivo Children of Darklight, con la giovane fotografa Maria Saggese, portano al festival Photo Boot Light Painting: un set fotografico con la magia del light painting dove il pubblico farà da modello per un ricordo unico e indimenticabile.

Un progetto non solo artistico, ma dalla prepotente connotazione sociale, che punta ad ampliare il coinvolgimento dei cittadini, la collaborazione con le molteplici realtà presenti e l’integrazione delle comunità multietniche.
Ne sono un esempio i progetti artistici – sociali di Ecomuseo Casilino e quello di Asinitas Onlus, che ha organizzato un laboratorio di teatro delle ombre per donne migranti finalizzato alla realizzazione di un video. O i diversi laboratori, online e nella Scuola Primaria Carlo Pisacane.

 

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