Il '68, l'arte ribelle da Isgrò a Ceroli

Dal 12/10 a Milano un decennio tra cultura e protesta politica

  • Paolo Baratella:Vieni signora Felicit (1970), Una delle circa 80 opere esposte nella mostra allestita dal 12 al 9 dicembre a Milano: Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto'
  • Mostre: Il '68, l'arte ribelle da Isgr a Echaurren: Renzo Vespignani, Nudi.
  • Mostre: Il '68, l'arte ribelle da Isgr a Echaurren Luca Alinari: Elicoide e paesaggio
  • Mostre: Il '68, l'arte ribelle da Isgr a Echaurren: Giacomo Spadari: Vietkong (1970

(di Nicoletta Castagni) A quasi cinquant'anni dal 1968, da quel vento di ribellione e speranza rivoluzionaria che ha attraversato il mondo, una grande mostra allestita dal 12 ottobre al 9 dicembre negli spazi della Galleria Credito Valtellinese racconta l'incontro cruciale tra arte e protesta politica che animò anche il decennio successivo. Esposte circa 80 opere, realizzate da artisti quali Schifano, Angeli, Balestrini, Baruchello, Mauri, Ceroli, Isgrò, Echaurren, che saranno affiancate da una nutrita serie di documenti illustrati, nonché testimonianze fotografiche capaci di restituire le atmosfere e il costume dell'epoca. Con il titolo 'Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto', la rassegna ha lo scopo di indagare le più significative espressioni artistiche chiaramente ispirate alle spinte libertarie sessantottine, ma sviluppatesi già a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, e proseguite poi almeno sino alla metà degli anni '70.

Grazie alla curatela di Marco Meneguzzo, il percorso espositivo riesce dunque ad analizzare il tentativo, consumatosi in Italia, di costruire un diverso linguaggio artistico, politico e popolare al tempo stesso. La selezione ha così riguardato solo un gruppo abbastanza ristretto di artisti, essenzialmente operanti tra Milano e Roma, in modo da mettere a confronto linguaggi cosiddetti 'alti' (la pittura, il Concettuale e l'arte comportamentale) e 'bassi' (l'illustrazione di riviste e di fanzine, come 'Re Nudo' e altre), che in quegli anni hanno cercato di costruire una sintesi espressiva, innovativa e al contempo accettata dalle grandi masse. Qui il confronto tra arte e illustrazione e ciò che un tempo si definiva 'propaganda', pur ideologicamente dalla stessa parte, costituisce uno dei motivi di maggior interesse. Come dieci anni fa l'esposizione al Centre Pompidou, ora è Milano, cuore della protesta studentesca e operaia italiana, a celebrare questi artisti e anche semplici illustratori, diventati, con il loro esempio importante, duraturo e linguisticamente non secondo a nessuno nell'Europa di 50 anni fa, i protagonisti assoluti di quella stagione. Tra questi figurano infatti i nomi più rappresentativi del secondo '900 italiano ed europeo, come Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Pablo Echaurren, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari, Franco Mazzucchelli. A questi artisti si affiancano coloro che in quel periodo, spesso anonimamente, hanno operato nel campo dell'illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, fino a comporre un affresco ragionato di uno dei momenti più magmaticamente creativi della cultura italiana del XX secolo. 

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