Pinocchio, un'ossessione nei disegni segreti di Nuti

Tutto cominciò con una scatola di acquerelli donata da Isabella Ferrari. A Prato l'esposizione di 20 opere

  • Una foto d'archivio dell'attore Francesco Nuti. PA ARCHIVIO/ANSA 1996
  • - L'attore Francesco Nuti durante la presentazione del film di Claudio Fragasso

 Venti opere inedite dipinte in varie fasi della sua carriera, anche successive al tremendo incidente domestico del 2006. La 'Collezione Segreta' di Nuti è un insieme di dipinti che rimarrà esposta dal 13 luglio (giorno dell'inaugurazione) fino al 4 agosto e poi ancora dal 28 agosto al 15 settembre, allo spazio "Lato" di piazza San Marco, nel centro storico di Prato. L'ex attore e regista si avvicinò alla pittura negli anni Novanta.
    Il soggetto dei suoi dipinti negli anni divenne ossessivo: quasi tutte figure umane caratterizzate da un lungo naso da Pinocchio. La pittura diventa il suo segreto, un rifugio nei momenti di tensione, come testimonia l'amico regista Giovanni Veronesi: "Ecco, a guardare quei dipinti, diretti ad un solo soggetto, monotematici a tal punto da far pensare ad un'ossessione, si può capire quanto Francesco sia stato, in un periodo della sua vita, concentrato su sé stesso.    Quei pinocchi sono lui. Sono tutti Francesco Nuti!".

È il 1990 quando Francesco Nuti, attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico, si avvicina alla pittura. Siamo a Ostenda, in Belgio, quando l'attrice Isabella Ferrari gli fa dono di una scatola di acquerelli.

Così, un po' per noia, senza alcun disegno preparatorio, comincia a tracciare forme astratte su pezzi di carta. Nello stesso anno scopre la tempera acrilica e con questa materia inizia una lotta con la superficie della tela. La sua pittura si fa sempre più corposa e impulsiva, più si sente inquieto e più dipinge, incolla, strappa. Nuti dipinge per sé, senza esporre fino al 2006. Nel 2011 a Prato, presso Opificio JM di John Malkovich, viene realizzata la sua prima mostra personale.

Lo spazio Lato espone una piccola parte della produzione di Francesco Nuti quasi sconosciuta, di proprietà della famiglia d'origine, che rivela i momenti salienti del suo percorso artistico, da uno dei primissimi acquerelli, ai dipinti materici, fino ad arrivare agli ultimi crudi e scarni disegni su carta.

In mostra anche, Pinocchia Rosa, primo dipinto di cui Nuti fu veramente soddisfatto, che testimonia la sua forte relazione tra pittura e sceneggiatura, e che lo stesso autore descrive così: "È un dipinto terribile. Bello e terribile." Segnato dal colore, rosa saturo, steso con pennello largo, carico, nervoso. Un corpo massiccio, dalle spalle larghe, braccia tozze e corte, il petto maschile se non fosse per i capezzoli prominenti, l'addome e le gambe più chiare, quasi bianche, con al centro un sesso di donna enorme, prepotente, impenetrabile. Su questo corpo, da ciclope sgraziato, emerge una testa blu, vuota, senza espressione, da cui spunta di lato, un lungo naso rosa.

A rendere ancora più segreta la collezione, troviamo in mostra ritratti dedicati ai familiari e sé stesso: una lastra di metallo specchiata, con un orologio che segna le dodici, l'ora di nascita, l'ora in cui tutto è iniziato.


   

 

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