Lo street artist Solo, dipingo i supereroi, fumetti sono alfabeto universale

Si nasconde dietro una maschera, è l'italiano il più internazionale, graffitaro con la passione per la pop art

  • I murales di Solo, street artist con la passione per i fumetti
  • I murales di Solo, street artist con la passione per i fumetti
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(di Alessandra Magliaro) Romano, classe 1982, 'Solo' è uno degli street artist di fama internazionale più noti. E' appena tornato da Mosca dove ha rappresentato con Stefano Biagiotti l'Italia al festival indipendente di street art di Satka e i suoi murales tra Roma e New York sono inconfondibili perchè hanno sempre i fumetti al centro, i supereroi sono la sua passione. "Spiderman è il mio preferito, dice in un'intervista all'ANSA, aggiungendo anche il motivo " tra tutti i supereroi è il più sfigato". E' un artista completo: oltre alle sue opere murali, ha lavorato per Valentino per una sfilata che due anni fa anticipava la moda degli eroi dei fumetti in chiave fashion, ora super cool, era la Collezione Wonder Woman di Gywneth Paltrow

e collabora con vari brand come Nike ma anche per il cinema coinvolto da Fox, Disney, Warner, ''manifesti, mapping e live painting come quello fatto per la campagna promozionale per il film di Mainetti Lo chiamavano Jeeg Robot". Il suo prossimo lavoro è il poster del BGeek Fest a Bari (PalaFlorio, 9 – 11 giugno, un weekend all’insegna di fumetto, cinema, serie tv e giochi, con i disegnatori di V for Vendetta David Lloyd e di Lupin III Togekinoko)

E' un personaggio molto interessante, non si fa vedere in viso, è sempre coperto da una maschera. "Amando i super eroi non mi è sembrato vero indossare una maschera - scherza - ma è anche un modo per far parlare il mio lavoro tralasciando l'immagine pubblica".

"Solo" racconta di aver "sempre disegnato graffiti per strada, incursioni liceali che mi piacevano da impazzire - erano gli anni in cui si imbrattavano i muri e di 'street art' non si parlava affatto, almeno in Italia, ndr - poi a questa incosapevolezza ho affiancato la formazione, ho studiato all'Accademia di Belle Arti a Roma e ho imparato ad usare tela e pennello. Nasco così graffitaro con laurea ma la mia passione è rimasta la pop art, fumetti, manga e cartoni animati, così agli studi di arti figurative ci ho aggiunto il resto. Talmente appassionato che la prima volta che sono stato a New York, la città che rappresenta tutto il mio sogno artistico, è stato nel 2008 per incontrare Ronny Cutrone, il più vicino assistente di Andy Warhol, un artista che utilizzava come soggetto personaggi dei cartoon come Felix, La Pantera Rosa e Woody Woodpecker ma anche un personaggio misterioso. Dopo due mesi a Ny, proprio mentre stavo per partire sono riuscito ad incontrarlo: è la mia ispirazione".

La passione per i fumetti è per Solo "un modo per parlare a tutti, è il mio linguaggio, ma anche un alfabeto universale". La street art, ormai sdoganata ai massimi livelli dopo gli anni bui dell'illegalità, è invece "il movimento artistico che più rappresenta questi anni, il più vivace, fertile, dinamico. Si studierà nei libri di storia dell'arte al pari degli impressionisti. E' l'arte del nostro tempo".

Certo, riflette Solo, "ora è anche moda, tira, è business e come sempre quando si entra in questo argomento bisogna mettere nel conto lo 'sfruttamento'". E' anche un modo per riqualificare le periferie - dal Trullo al Quadraro, per parlare di Roma, ora sono più belle, "diciamo - osserva - che 'sembrano' più belle. E' vero meglio un muro dipinto da uno street artist che una parete grigia, è un bello sotto gli occhi di tutti e alla portata di tutti, ma cosa rispondo alla vecchietta che mentre dipingo mi si avvicina e dice "bello il dipinto, ma vorrei che nel quartiere i lampioni la sera funzionassero"? Ecco, voglio dire, la street art in periferia è anche una grande furbata".

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