Francesca Montinaro, donne sporcatevi le mani

Una video installazione con 300 ritratti alla Galleria arte moderna a Roma

  • Ritratto Continuo nella foto Dacia Maraini
  • Ritratto continuo di Francesca Montinaro
  • Francesca Montinaro

   (di Nicoletta Tamberlich)

    (ANSA)  - E' uno spettacolo rituale, muto, lento, ipnotico: seduta su una sedia girevole, una donna, si mostra di spalle, poi si gira e infine mostra il messaggio scritto sulle proprie mani. Il video-ritratto, curato in ogni dettaglio cromatico, di luce e di inquadratura, acquista quella straordinaria monumentalità tipica delle statue antiche ammirate dal basso. 'Ritratto Continuo' è un viaggio fra le diverse, seppure spesso simili, realtà dell'universo femminile, 3.375.020.000, è questo il numero approssimativo delle donne nel mondo. Ed è anche parte del titolo della video installazione che l'artista Francesca Montinaro ha sviluppato in lunghi mesi di lavoro alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Il risultato finale è un linguaggio narrativo diretto e di forte impatto visivo. Tra gli oltre 300 ritratti messi insieme in lunghi mesi di lavoro spicca il video ritratto di una suora: seduta, sorriso disarmante, le mani giunte, guarda nell'obbiettivo poi lentamente solleva e mostra il palmo sporco di vernice dai colori accesi, vi ha scritto un messaggio breve e disarmante ''donna realizzata''. In occasione dell'apertura straordinaria di Una Notte al Museo, sabato 30 novembre alla Gnam verrà inaugurato il progetto pensato e realizzato dall'artista romana con la curatela di Maria Vittoria Marini Clarelli, art promoter Ines Musumeci Greco e accompagnato da un testo critico di Miriam Mirolla.

- Un fascio di luce muto acceso sul mondo femminile, per dare qualche indizio a chiunque voglia avvicinarsi alle donne, con una consapevolezza in più.

  - Tutti i video-ritratti, di 90 secondi ognuno, sono montati in sequenza e privi di audio. In questa prima esposizione sono divisi per modello e fruibili da 4 monitor da 75 pollici. Tra le donne che hanno aderito al progetto Dacia Maraini (su una delle sue mani ha scritto ''credo nelle parole e non ne le armi'', sull'altra ''dove sono le parole non cadono le bombe''), Francesca Reggiani, Serena Dandini, Concita De Gregorio, Cinzia Tani, Susy Baldy, Simona Izzo, Francesca Franci, Camilla Baresani, Roberta Torre, Myrta Merlino, e molte altre ancora. Montinaro ha spesso nella sua lunga carriera scelto la televisione come mezzo visivo immediato, democratico e macina di vanità umana, per creare delle atmosfere che sono anzitutto delle suggestioni visive. Perchè ''sporcarsi le mani''? ''E' un invito - spiega Montinaro - ad agire, esprimersi, mettersi in gioco, raccontarsi, prendere una decisione. Un messaggio scritto sulle proprie mani e lanciato a generazioni future. Nelle immagini, si può capire meglio il senso del progetto''.

- Chi sono le donne coinvolte in questa prima fase del progetto? - ''Ho individuato quattro modelli femminili: le spose, le suore, le saleswomen door- to-door, le scultrici della parola. Tutte donne-icona, donne in divisa''.

- Le spose con i loro abiti ''rappresentano ancora oggi per molta popolazione femminile la tappa obbligata per l'emancipazione dalla famiglia d'origine''. Una di queste sulle sue mani scrive un messaggio rivolto non solo a suo marito ma a tutti gli uomini ''non lasceteci sole...altrimenti ce la faremo da sole''. Le suore, ''anche loro in abiti/divisa, sono le prime donne a seguire una vocazione personale, le prime donne ad aver studiato e lavorato, le prime a non essere recluse bensì aperte al mondo. Le frasi più inaspettate arrivano da loro. Ecco il senso del nostro viaggio è anche questo, abbattere i luoghi comuni''. Le saleswomen, ''sono quelle donne che, negli anni 60/80, hanno attuato una rivoluzione sociale, economica e intellettuale, attraverso l'invenzione americana del door-to-door''. Le scultrici della parola, infine, ''tutte coloro che usando professionalmente la parola come veicolo del proprio pensiero, diventano il salvacondotto per i pensieri di tutte le altre''.

 O come spiega la critica d'arte Miriam Mirolla ''Donne che, con modalità diverse, hanno trovato una via alla propria identità e ora, seguendo le semplici quanto calorose indicazioni dell'artista, mettono in scena con orgoglio e consapevolezza le parti simbolicamente più forti di sé: il volto, il corpo, il pensiero''.

 Montinaro nell’ambito dell’arte contemporanea, lavora sui temi della manipolazione e del consenso, ideando delle installazioni interattive che non rappresentano un’esperienza, ma costringono l’osservatore a viverla. Sono 134 i progetti realizzati, tra i quali: “Lo strappo” per il Festival di Sanremo 2013, “Audience” in Alballoscuro, “Occupy” in Quello che (non) ho, "La foresta vergine" in Le invasioni barbariche, "La parola a tutti" in Vieniviaconme, "L’incombenza" in Piazza Pulita. Il suo lavoro non ha confini reali o concettuali tra teatro di posa e spazi.
espositivi tradizionali, ma si sviluppa con l’unico intento di comunicare il proprio punto di vista, creando luoghi emozionali di esperienza per il pubblico. Nel 2011 ha esposto alla 54ª Biennale di Venezia - Padiglione Italia, nel 2012_Digital Life al Macro e Roma Europa Festival.

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