Freida Pinto, l'India autentica, la bellezza è una linea di kajal

Attrice, modella, dopo The Millionaire l'hanno voluta Allen, Schnabel e ora Terrence Malick.

  • L'attrice indiana Freida Pinto
  • Freida Pinto
  • Saint Laurent Premiere - 67th Cannes Film Festival
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  • Freida Pinto
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  • The Oscars live telecast - 'Slumdog Millionaire'The Oscars live telecast - 'Slumdog Millionaire'[ARCHIVE MATERIAL 2009022320090223]

(di Alessandra Magliaro)

   (ANSA) - ISCHIA - ''Sull'India ci sono troppi stereotipi, io voglio combatterli con il cinema che scelgo di fare. Voglio restituire un'immagine indiana autentica. Quali sono questi cliche'? Si immaginano le indiane o tutte decorate e in attesa di un uomo che passi e le sposi o che siano tutte poverissime. Siamo cittadini del mondo come tutti gli altri e anche la violenza sulle donne per cui finiamo sui giornali di tutto il mondo, è una piaga, non la nego, ma accade anche altrove, negli Stati Uniti ad esempio la violenza domestica è ben più di un problema marginale'. Freida Pinto, l'attrice indiana lanciata da The Millionaire nel 2009, modella, testimonial di bellezza (è ambasciatrice L'Oreal Paris ormai da anni), tra le attrici più richieste nel mondo, protagonista sui red carpet del festival di Cannes e degli Oscar, dietro una bellezza dolce nasconde determinazione e carattere. 30 anni a ottobre, Freida Pinto aveva cominciato come modella della agenzia Elite in India prima che Danny Boyle la scegliesse per The Millionaire che è stato il suo trampolino cinematografico.  A Ischia Global Fest, dove ha presentato l'ultimo film Desert Dancer, alla domanda 'qual è il suo rapporto con la bellezza?' risponde con un sorriso e una affermazione secca, 'semplice e naturale'.  I lunghi capelli neri sono lasciati sciolti sulle spalle, lucidi e con una piega liscia, sul viso utilizza  un khol nero per colorare la rima inferiore e dare profondità ai suoi occhi marroni, un tratto di kajal secondo la tradizione. Sugli zigomi un blush rosa appena accennato, le labbra sono morbide e idratate, al naturale o con un velo di albicocca- E' una paladina del nude look, ossia una curata bellezza naturale.

Terrence Malick l'ha voluta per Knight of Cups, accanto a Cate Blanchett, Christian Bale e Natalie Portman e prima di lui l'aveva scelta Woody Allen per Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni: Freida Pinto dopo l'esordio meraviglioso di The Millionaire continua a farsi largo nel cinema internazionale, contesa per film d'autore e per progetti blockbuster come Il pianeta delle scimmie. ''Ho scelto di proseguire questo lavoro di attrice con i film indipendenti che permettono di raccontare storie autentiche e personaggi veri. Ho aspettato dopo The Millionaire l'occasione giusta e sono arrivati Miral di Julian Schnabel sulla Palestina e Woody Allen'', spiega. Fedele alla consegna del silenzio del film di Malick, che dice di aver finito da poco  non svela se non che è ''l'esplorazione dell'umanità in una maniera che molti trovano difficile da capire. Io stessa nei primi due giorni di set non riuscivo a entrare dentro, ero un po' sotto shock, poi ho capito che con questa storia che non posso dire Malick voleva rompere le convenzioni e alla fine sul set è stato come danzare''. Diversa l'esperienza con Allen: ''mi ha dato un appunto con poche righe dicendo: questa è la sceneggiatura, leggila e rendila tua! Un bel panico anche perché lui, come Malick, ti ha scelto pensando che sei bravissima per quel film e così tu ogni giorno del set ti senti messa alla prova, ti svegli e pensi 'sarò all'altezza?'. Per Desert Dancer, il film di Richard Raymond, basato sulla storia vera di Afshin Ghaffarian, il ballerino iraniano che ha sfidato le autorità danzando (nel film Reece Ritchie, presto al cinema in Hercules, lo interpreta magnificamente), Freida Pinto ha studiato danza tre mesi, con la determinazione di sempre. ''Un progetto sula libertà merita il massimo impegno. La storia di Ghaffarian è esemplare di quello che un singolo può fare per cambiare le cose. A vederlo ballare in tanti hanno sfidato il regime iraniano facendo sì che questa storia diventasse di dominio pubblico''

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