E’ l’antismog il nuovo segreto antirughe. Fake news o nuovo trend?

In aumento le creme beauty contro l’inquinamento. Ne discutono bloggers, analisti ed esperti

  • BarnabyChambers iStock. In mascherina anti smog
  • smog automobili
  • trattamenti beauty per lei e lui
  • pelle e smog
  • maschere viso
  • cure bellezza viso, argilla

(di Agnese Ferrara)  E’ esplosa la mania dei rimedi beauty ‘anti-pollution’ che affonda le radici sul timore globale dei danni che lo smog cittadino provochi anche alla pelle e ai capelli (li invecchia di più, pare, tanto da sommarsi agli altri elementi ambientali già noti come raggi UV-B ed A, luce visibile, infrarossi, fumo di sigaretta e ioni pesanti nell’acqua usata per risciacquare). Sarà perciò che si moltiplicano gli slogan di creme e sieri di bellezza che sembrerebbero bloccare i danni da smog e da fumo di sigaretta per attenuare colorito grigiastro, macchie e rughe, capelli deboli e (pare) svolazzanti più del solito. Un fenomeno così imponente e diffuso nel mondo da accendere accesi dibattiti che coinvolgono industrie, marketing e dermatologi che ci credono (con qualche, seppure spesso timida, prova clinica), bloggers guru che dicono la loro (che vale più di ogni altra dimostrazione scientifica) e gli stessi scienziati che, chiamati in causa, vantano le potenzialità dei rimedi ma più spesso bollano come ‘fake news’ i nuovi slogan e le notizie a favore che circolano sui giornali, in tv e, soprattutto in internet.

Le nuove sostanze, vegetali soprattutto, dotate di proprietà ‘blocca-particolati sottili’ arrivano soprattutto dall’Asia, continente con le città fra le più inquinate al mondo, da Nuova Deli e Bangalore in India, Karachi in Pakistan, Shangai e Beijing in Cina, ma non solo. Dagli ingredienti anti particolato (PM) a quelli contro le ossidazioni da smog e da ozono, in Corea le vendite dei nuovi rimedi hanno subito una impennata del 50% nei mesi primaverili del 2016, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“L’enorme numero di nuovi ingredienti anti-smog immessi sul mercato sta fortificando un settore vivace e destinato ad aumentare ancora, seppure occupi ancora un segmento ristretto, – ha spiegato Sarah Jindal, analista senior di Mintel ad un seminario di approfondimento sul tema organizzato dalla rivista Cosmetic and Toiletries science applied i giorni scorsi. – In Asia il mercato ha assunto le maggiori proporzioni ma il trend si è esteso all’Europa che si dice preoccupata quanto l’oriente per lo smog”.

I più angosciati dall’inquinamento di acqua ed aria sono i cinesi (il 66% degli uomini dai 40 ai 49 anni e il 61% delle donne dai 25 ai 29 anni, attesta l’indagine Mintel), e sono proprio loro i più sensibili all’uso di cosmetici contro lo smog (li considerano il 67% della popolazione ed il 31% è disposto anche a pagarli di più). Seguono gli inglesi (con picchi del 75% delle donne preoccupate e del 72% degli uomini). Se il 31 % delle inglesi gradirebbe idratanti antismog ed il 22 % detergenti che levino le polveri sottili dalla pelle (i primi li vorrebbe anche il 21% degli uomini e i secondi il 18%), li sognano anche il 39% delle americane (e il 20 % degli uomini negli Stati Uniti). E l’Europa? “Tedeschi e italiani in testa, seguiti da spagnoli e francesi sentono il nuovo bisogno di proteggere e pulire il viso con prodotti dotati di proprietà anti-smog” ha precisato Jindal.
Le principali multinazionali abbinano nuove capacità contro l’aria cattiva cittadina ai prodotti di bellezza, dall’ L’Oreal a Shiseido, da Procter and Gamble a Unilever. L’analisi di Mintel include l’elenco di alcuni prodotti dotati di queste nuove proprietà, fra i quali Lancome UV-Expert, Biotherm Biosource, Laneige Anti Pollution Defensor dell’asiatica AmorePacific, Pressed serum della coreana Blithe. Sono dotati di capacità antismog il protettore solare Sun Mate di Hera (ancora Corea), L’Oreal UV Perfect Aqua Essence city face mist UV protector (per il mercato asiatico) e l’autoabbronzante Clarins Radiance Plus Self Tan milk.
In Europa il mercato cresce di giorno in giorno. Alcuni nomi: Urban Environment UV Protection Cream di Shiseido, Cilantro & Orange Extract Pollutant Defending Masque di Kiehl’s, City Miracle Cream di Lancôme, Flash Defence Anti-Pollution Mist di Ren, Prevage City Smart Broad Spectrum SPF 50 Hydrating Shield di Elizabeth Arden, Extra-Comfort Anti-Pollution Cleansing Cream di Clarins e City Block Sheer SPF 40 di Clinique. Ma se questo elenco include le maison più convinte e che imprimono le proprietà anti-smog sulle etichette dei loro prodotti, non tutte si comportano allo stesso modo.
“Nel mondo i lanci di prodotti beauty con azioni ‘anti-pollution’ cresce di anno in anno, - ribadisce Jindal – ma spesso tali proprietà sono solo reclamizzate nelle pubblicità, molto meno sui prodotti lasciando una opacità che confonde i consumatori”.
Fake news dunque o reali proprietà? I forum di discussione non mancano (il seminario della rivista Cosmetic & Toiletries science applied ha registrato il tutto esaurito). Tito Sobisch, esperto di nanotecnologie a Berlino, ha risposto piccato ad alcuni articoli che la stessa rivista, ritenuta la bibbia per i formulatori delle industrie cosmetiche di tutto il mondo, aveva pubblicato definendo slogan e pubblicità a favore di tali rimedi un fenomeno smaccatamente di marketing e niente più, dichiarandosi ‘allergico alle molecole antismog infilate nei prodotti di bellezza”.
Altrettanto interessante è come abbiano invece sposato l’idea le consumatrici (che postano scatti su Instagram mentre combattono lo smog con sù maschere e creme) e le beauty-bloggers più seguite che promuovono slogan e idee ‘smog-free’, capitanate dalla naturalista e seguitissima Gwyneth Paltrow che abbina la dieta detox ai trattamenti di bellezza ‘pulita’ per combattere anche lo smog delle città.
A breve c’è da aspettarsi una epidemia di prodotti antismog, non solo creme per il viso ma shampoo, balsami, detergenti e creme per il corpo. A chi credere?

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