Con il termine di ‘Ndràngheta (o Onorata società, la Santa e Picciotteria) si indica la criminalità organizzata calabrese.
Secondo le analisi degli investigatori, è la più forte e pericolosa organizzazione criminale in Italia con una diffusione anche all'estero (dal Canada ad altri paesi europei meta dell'emigrazione calabrese). In Calabria sono attualmente operanti circa 155 clan locali (definiti cosche o 'ndrine) che affiliano circa 6.000 persone, legate spesso tra loro da vincoli familiari. La pericolosità della 'ndrangheta è fondata sulla forza delle armi, sugli enormi guadagni derivanti dal traffico internazionale di stupefacenti, il cui riciclaggio in attività economiche le permette di controllare ampi settori dell'economia dall'impresa al commercio e all'agricoltura, con una forte connivenza della pubblica amministrazione locale. Secondo il rapporto Eurispes 2008 la ‘ndrangheta ha un giro d'affari di 44 miliardi di euro. La relazione della Commissione parlamentare antimafia del 20 febbraio 2008 afferma che la 'ndrangheta "ha una struttura tentacolare priva di direzione strategica ma caratterizzata da una sorta di intelligenza organica", e la paragona alla struttura di Al Qaeda.
A differenza di Cosa Nostra, la struttura interna ad ogni cosca della 'Ndrangheta poggia sui membri di un nucleo familiare legati tra loro da vincoli di sangue, le 'ndrine. Non sono rari matrimoni tra le varie cosche per saldare i rapporti tra famiglie mafiose. I matrimoni hanno un alto valore simbolico, e possono anche servire a sancire la fine di una faida. Si entra nella 'Ndrangheta, o, per dirla nel gergo mafioso, si viene battezzati con un rito preciso, che può avvenire automaticamente, poco dopo la nascita se si tratta del figlio di un importante esponente dell'organizzazione (in questo caso, finché il bambino non raggiungerà i quattordici anni, età minima per entrare nella 'ndrangheta, si dirà che il piccolo è "mezzo dentro e mezzo fuori"), oppure con un giuramento, per il quale garantisce con la vita il mafioso che presenta il novizio, simile ad una cerimonia esoterica, durante la quale il nuovo affiliato è chiamato a giurare nel nome di nostro Signore Gesù Cristo. Il battesimo dura tutta la vita e ad uno sgarro paga spesso la famiglia del nuovo affiliato. Per questo motivo è difficile trovare pentiti, poiché questi andrebbero contro i loro stessi parenti e familiari, e al giuramento che hanno fatto all'ingresso nel mondo della malavita.
Manifestazione contro la ‘ndranghetaA tutt'oggi i pentiti di 'Ndrangheta sono pochissimi, e solo uno è un esponente di spicco dell'organizzazione; tutto ciò rende il fenomeno mafioso difficile da combattere e da arginare. Ogni famiglia ha pieni poteri oltre che il controllo sulla zona e sul territorio che le appartiene, in cui opera con la massima tranquillità e gestisce il monopolio di ogni sua attività lecita o illecita che sia. La posizione di ogni singolo membro all'interno di una famiglia è severamente disciplinata e regolata da un ferreo codice al quale non si può sfuggire. Nel caso ci siano problemi con un adepto, questo viene portato davanti al tribunale della sua cosca (o faida per usare un termine tipico della 'Ndrangheta). Fino alla grande guerra interna scoppiata nel 1985 non esisteva nulla di simile alla commissione, o cupola, di Cosa Nostra, mentre successivamente le cosche della provincia di Reggio Calabria si sono dotate di un organismo analogo detto "Santa" che presenta però differenze significative. A questa riunione, che si tiene una volta all'anno, partecipano tutti i capifamiglia delle varie aree controllate, ma solo i capi zona del reggino possono eleggere e designare il capo dei capi, detto "'U Zianu". Questa figura è il rappresentante della 'Ndrangheta e deve farsi garante del rispetto delle tradizioni più antiche di questa organizzazione.

