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L'Organizatsya ("organizzazione") è la criminalità organizzata di stampo mafioso della Russia, spesso indicata come mafiya dagli stessi russi e nota in italiano come mafia russa. Uno dei fenomeni che ha sorpreso maggiormente gli osservatori stranieri della Russia post-sovietica è stata la velocità con cui si è diffusa ed imposta l'Organizatsya.Con il passaggio all'economia di mercato la mafia russa fa il salto di qualità e può occuparsi di tutte le attività remunerative (legali o meno) anche alla luce del sole, poiché il controllo statale pressoché scompare. Durante questo periodo la mafia russa si sposta anche all'estero e organizza delle filiali anche all’estero, tra cui l’Italia.Quando, negli anni ottanta, con le istituzioni statali al collasso, i funzionari pubblici potevano giustificare la loro esistenza solo imponendo una burocrazia complessa e sclerotica che bloccava il normale funzionamento civile, economico ed industriale del paese e l'unico modo per facilitare l'approvazione di una pratica era corrompere i funzionari mentre per procurarsi un pezzo di ricambio o un medicinale bisognava rivolgensi al mercato nero, le organizzazioni mafiose cominciarono a dedicarsi anche a questo tipo di affari. Ad esempio nel 1987 la burocrazia sovietica era guidata da trentotto comitati federali, trentatre ministri centrali ed oltre trecento ministeri regionali ed autorità con competenze su tutto lo Stato. Con le aziende e industrie di stato direttamente sotto il suo controllo, la burocrazia impiegava circa venti milioni di lavoratori equivalente al 20% di tutta la forza lavoro. Così, a partire del 1991, la mafiya non ha fatto altro che uscire allo scoperto espandendo le proprie attività da quelle dei racket tradizionali ad ogni aspetto della vita civile (edilizia, industria, banche,...) La scarsa conoscenza dovuta alla chiusura del mondo sovietico prima della sua caduta ha indotto alcuni a ritenerlo un fenomeno del tutto nuovo, nato dal caos indotto dalla dissoluzione delle vecchie istituzioni.

Arsenale sequestrato   da agenti della polizia italiana dopo una operazione   contro la mafia russaArsenale sequestrato da agenti della polizia italiana dopo una operazione contro la mafia russa

In realtà in Russia è sempre esistita una rete di organizzazioni illegali che, diversamente dalla Mafia siciliana, non hanno mai avuto una struttura verticistica che ne coordinasse le attività. Non sono dirette, cioè, da una cupola mafiosa ma sono divise in bande più o meno potenti su base locale (anche molto estese, abbracciando facilmente intere province o Repubbliche) e i cui riti di iniziazione possono prevedere anche tatuaggi per distinguere gli affiliati. 

 

Si può senza troppi problemi dividere l'organizzazione in 3 livelli:

  • Piccoli gruppi composti da 10/15 persone, indipendenti dall'organizzazione ma ad essa affiliati
  • Grandi brigate di 200/300 persone (in numero di circa 500), che controllano i gruppi più piccoli e sparse su tutto il territorio
  • I così detti "ladri nella legge" (vor v zakone), in numero di circa 150, sono le cosche con più potere, sia economico che politico, spesso sono avvocati, medici, ingegneri e politici. Sono in grado di svolgere le più colossali operazioni finanziarie, avendo loro il capitale disponibile.

In Italia si sono stanziati in origine nella Marche per poi diffondersi nel resto d'Italia, specialmente a Roma e a Milano Si occupano di prostituzione compravendita di esercizi commerciali, riciclaggio di danaro sporco, traffico di immigrati clandestini.