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Camorristi napoletani Camorristi napoletani

Con il termine camorra si indica l'insieme delle attività criminali organizzate, che si sviluppano principalmente in Campania, ma che hanno sempre di più interessi fuori dalla regione e dall’Italia. Non esiste infatti una unica organizzazione camorristica, simile a Cosa Nostra siciliana o ad altre organizzazioni di uguale stampo. In realtà la struttura della camorra è molto più complessa in quanto composta da molti clan diversi tra loro per tipo di influenza sul territorio, struttura organizzativa, forza economica . Inoltre le alleanze fra queste organizzazioni, qualora si possano considerare tali semplici accordi di non belligeranza fra i numerosi clan operanti sul territorio, sono spesso molto fragili e possono sfociare in contrasti o vere e proprie faide o guerre di camorra, con agguati ed omicidi.

Con il termine "camorra" a volte si indica anche un tipo di mentalità, che fa della prepotenza, della sopraffazione e dell'omertà diffusa i suoi principali punti di forza. In molti casi gli atteggiamenti di continuità con comportamenti camorristici riguardano anche professionisti, imprenditori e politici, fino a generare, in diversi casi, contiguità e collaborazione continuata tra intere amministrazioni locali, imprenditorialità e la criminalità organizzata.

La camorra assume le caratteristiche attuali nel secondo dopoguerra, quando il boss di Cosa Nostra americana, Lucky Luciano, viene inviato al soggiorno obbligato a Napoli. Con lui, la camorra supera i confini napoletani e inizia l’espansione all’estero, a cominciare dall’accordo per il traffico di sigarette con i clan marsigliesi. Tuttavia la camorra non ha la struttura verticistica, e si presenta come una pluralità di famiglie più o meno legate tra loro. Una delle figure di spicco del periodo è Pascalone é Nola, camorrista che controllava il racket dei mercati generali di Napoli, la cui uccisione sarà poi vendicata da sua moglie Pupetta Maresca.

Raffaele Cutolo Raffaele Cutolo

Negli anni settanta, dal carcere di Poggioreale nel quale è rinchiuso per omicidio, Raffaele Cutolo (detto 'O Professore) ristruttura la camorra come organizzazione gerarchica in senso mafioso sfruttando il nuovo business della droga; nasce così la Nuova Camorra Organizzata (NCO). Le vecchie famiglie reagiscono e si riuniscono sotto il nome di Nuova Famiglia (NF) . Lo scontro tra le due organizzazioni criminali è spietata, i morti sono centinaia, e si conclude nei primi anni ottanta con la sconfitta della NCO. Anche la Nuova Famiglia smette di esistere, avendo vinto la guerra.

Nel 1992 ci prova il boss Alfieri a dare alla malavita organizzata campana una struttura verticistica creando la Nuova Mafia Campana (NMC) anch'essa scomparsa dopo poco tempo. Attualmente la camorra si presenta come un'organizzazione di tipo orizzontale, (con varie bande territoriali più o meno in lotta tra loro) non verticistico. Il suo potere, dovuto anche ad appoggi di tipo politico, le consente il controllo delle più rilevanti attività economiche locali, in particolare modo nella provincia di Napoli. Oggi la Camorra conta migliaia di affiliati divisi in oltre 200 famiglie attive in tutta la Campania. Sono segnalati insediamenti anche all'estero, come in Olanda, Spagna, Portogallo, Romania, Francia, Repubblica Dominicana e Brasile.

I gruppi si dimostrano molto attivi sia nelle attività economiche (infiltrazione negli appalti pubblici, immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio di denaro sporco, usura e traffico di droga) sia sul fronte delle alleanze e dei conflitti. Quando infatti un clan vede messo in discussione il proprio potere su una determinata zona da parte di un altro clan, diventano molto frequenti omicidi e agguati di stampo intimidatorio. Grande risalto ha avuto negli anni 2004 e 2005 la cosiddetta faida di Scampia, una guerra scoppiata all'interno del clan Di Lauro quando alcuni affiliati decisero di mettersi in proprio nella gestione degli stupefacenti, rivendicando così una propria autonomia e negando di fatto gli introiti al clan Di Lauro, del boss Paolo Di Lauro, detto Ciruzzo 'o milionario. Ma questa faida non è l'unica contesa tra clan sul territorio napoletano.

Secondo l'Eurispes, la Camorra guadagna 7.230 milioni di euro l'anno dal traffico di droga, 2.582 milioni da crimini legati all'imprenditoria (appalti truccati, riciclaggio del denaro sporco ecc.), 258 milioni dalla prostituzione, 2.066 milioni dal traffico di armi (il primato in questo campo va alla camorra) e 362 milioni dall'estorsione e dall'usura. Il giro d'affari complessivo è di circa 12 miliardi e mezzo di euro. A questo elenco va ora aggiunto lo smaltimento illegale dei rifiuti, sia industriali che urbani, attività estremamente lucrosa.