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Falcone: Legnini, insegnamenti preziosi per il Csm

Sue intuizioni architravi di lotta a mafia

22 maggio, 11:14

 - ROMA - Le intuizioni di Giovanni Falcone sugli strumenti investigativi e processuali da utilizzare nella lotta alla mafia sono divenute "gli architravi nella strategia di contrasto delle organizzazioni criminali mafiose". Lo evidenzia il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, che è convinto che anche dal rapporto difficile e contrastato di Falcone con il Csm dell'epoca, l'attuale Consiglio superiore possa trarre "insegnamenti preziosi". "Mi riferisco - dice- al conferimento degli incarichi direttivi, all'antico dualismo tra anzianità senza demerito e specializzazione delle funzioni poste a concorso; alla non rara diffidenza verso esperienze giudiziarie fortemente innovative, soprattutto quando si è in presenza di forti e autorevoli personalità; ai dubbi e ai sospetti che spesso circondano le esperienze fuori ruolo, specie se conferite dal potere politico".
Al plenum, presieduto dal capo dello Stato, sono presenti tra gli altri i vertici degli uffici giudiziari di Palermo, il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, i colleghi del tempo di Falcone, come Giuseppe Ayala e Giuseppe Di Lello, il procuratore nazione antimafia Franco Roberti.

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