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Mafia: Camera approva legge su testimoni, ora va al Senato

Testo approvato all'unanimità dall'Aula di Montecitorio

09 marzo, 20:09

(ANSA) - ROMA, 9 MAR - Via libera all'unanimità dell'Aula della Camera alle nuove disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia e di chi è in pericolo perché con uno di loro è parente o convive stabilmente. Il testo, che scaturisce dalle indicazioni in materia elaborate dalla commissione Antimafia e di cui il primo firmatario è la presidente Rosy Bindi, è stato approvato a Montecitorio con 314 voti a favore e nessun contrario. Ora passa al Senato. Le condizioni poste della commissione Bilancio, recepite in emendamenti approvati dall'Aula, hanno notevolmente ridotto le spese inizialmente considerate relative alle misure previste nel provvedimento. E' la prima legge che si occupa interamente dai testimoni di giustizia, finora la normativa che si occupava di loro era quella che riguarda i collaboratori che sono 1277 con oltre 4 mila familiari, mentre i testimoni sono 78 e 255 sono i familiari. "Segniamo un punto importante nella civiltà giuridica del nostro Paese: non era possibile continuare a normare con la stessa legge persone che per quanto siano preziose per la lotta alla criminalità, sono diverse profondamente: i collaboratori si sono macchiati di delitti efferati, i testimoni di giustizia invece sono cittadini normali, che hanno subito la violenza delle mafie o assistito e denunciato e si sono recati nelle aule giudiziarie a indicare i colpevoli", ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi (Pd). Il relatore Davide Mattiello (Pd) ha spiegato che il testo "rappresenta un doveroso riconoscimento per i sacrifici sopportati dai cittadini per bene che scelgono lo Stato e la denuncia" e ha chiesto che il Senato "non la metta in un cassetto". Il testo introduce la figura del "referente" per il testimone, un indennizzo forfettario, amplia la possibilità di assunzione nella PA, estende le misure a sostegno della aziende sequestrate previste dalla riforma del Codice Antimafia anche alle aziende del testimone, prevede la possibilità di assegnare ai testimoni beni confiscati alla mafia, assicura il ricorso all'incidente probatorio e alla video conferenza per ridurre al minimo l'esposizione in processo del testimone, garantisce la continuità dell'operatività della Commissione Centrale, grazie all'introduzione della figura del vice presidente.

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