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Libri: le mafie straniere in Italia, storie di affari e clan

Presentato a Napoli lavoro pm Conzo e del giornalista Crimaldi

23 aprile, 10:46
(ANSA) - NAPOLI, 23 APR - Il punto di partenza e' l'analisi delle carte dei processi e delle inchieste giudiziarie per giungere alla lettura interna di un fenomeno strisciante e pervasivo: quello della mafie straniere in Italia.

E' il libro ''Mafie - La criminalita' straniera alla conquista dell'Italia'', scritto a quattro mani dal cronista de Il Mattino, Giuseppe Crimaldi, e il magistrato della Procura di Napoli e componente della DDA, Giovanni Conzo, edito da ''Cento autori'' e presentato oggi a Napoli.

''Questo libro e' stato come la discesa negli inferi - ha affermato Crimaldi - per la tratta di essere umani, e donne e uomini marchiati come bestie oppure costretti a ingoiare ovuli di droga con il rischio di morire per pochi spiccioli''.

''Le mafie straniere azzannano alla giugulare le regioni piu' ricche - ha aggiunto -. In Campania la camorra fa affari con le mafie straniere, cosa che fa il paio con quanto accaduto negli anni di piombo quando terroristi con il sequestro Cirillo strinsero accordo con Cutolo e quindi con la camorra''.

La criminalita' organizzata, per Giovanni Colangelo, procuratore della Repubblica di Napoli, e' ''svariata e multiforme''. ''Sarebbe un errore ignorarne l'esistenza o l'insorgere in un certo territorio''. Colangelo ha spiegato che occorre prestare attenzione ''alla nascita di nuclei di mafie straniere il cui fine ultimo e' quello di acquisire forme di potere illecito''.

Il libro, per Franco Roberti, procuratore della Repubblica di Salerno, ''e' un validissimo strumento di lavoro anche per chi, come me, se ne occupa da trent'anni''.

Roberti fissa nella caduta del muro di Berlino, il 9 novembre dell'89, ''l'esplosione della circolazione della criminalita' organizzata a livello mondiale''.

''E' da allora che, insieme con i processi migratori - ha affermato - si e' arrivati all' attuale infiltrazione e profondo radicamento nel nostro Paese che colpisce tutte le regioni indistintamente''. E occorre, a suo avviso, ''armonizzare gli ordinamenti dei vari Stati perche' di fronte a fenomeni transnazionali, gli strumenti normativi devono essere necessariamente transnazionali''. (ANSA).

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