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MAFIA: INGROIA, NON E' ANTISTATO MA TRATTA CON LO STATO

(ANSA) - PALERMO, 26 NOV - La mafia non e' un 'antistato' ma spesso tratta con lo Stato. Per il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, il concetto di 'antistato' e' solo un luogo comune. Il magistrato, finito recentemente al centro di una polemica per essersi definito un ''partigiano della Costituzione'', e' intervenuto a un incontro su ''Costituzione. Democrazia, legalità e sviluppo'' organizzata alla facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Bologna dall'associazione Marx XXI, vicina al Pdci. ''Spesso pezzi di classe dirigente italiana - ha detto Ingroia - hanno stabilito un'alleanza con la mafia. In un arco temporale ristretto, piu' volte nella storia italiana ci sono state fasi di rottura, di crisi e di conflitto mentre nel frattempo dietro le quinte si trattava per stabilire patti di convivenza, che garantiscono la storia secolare della mafia e gli affari di pezzi di classe dirigente''. Ingroia ha poi ricordato le tappe principali delle relazioni tra Cosa nostra e pezzi del potere nel dopoguerra. ''All'inizio della storia repubblicana - ha osservato - la mafia intervenne a Portella della Ginestra per fermare il movimento operaio e contadino, e all'inizio della seconda Repubblica perche' aveva necessita' di cambiare i propri riferimenti politici. L'ingresso nella 'terza Repubblica' ci espone a nuovi rischi su questo fronte''. (ANSA).