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LEGALITA': RAGAZZI ISTITUTI MINORILI DAVANTI ALBERO FALCONE

"I ragazzi dopo la morte di Giovanni Falcone volevano che lui continuasse a vivere ed è per questo che l'albero è qui. E' quasi la sua reincarnazione. Ci ricorda che la storia la facciamo noi. Giovanni scelse una professione dove non avrebbe avuto bisogno di raccomandazioni. Era un uomo semplice, non voleva essere un eroe".

Così Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, ha ricordato, davanti l'Albero Falcone, la figura del giudice a una trentina di ragazzi degli Istituti penali minorili di tutta la Sicilia partiti questa mattina dal carcere Malaspina di Palermo per un percorso lungo i luoghi della legalità.

La manifestazione, intitolata proprio "Vivi per legalità", intende accompagnare i ragazzi, sia quelli detenuti che quelli che proseguono il loro percorso in comunità, verso una riflessione sui temi della legalità. Non a caso l'evento, nato grazie alla collaborazione tra il Centro per la giustizia minorile e il Portale Ansa Legalità, è stato realizzato in occasione della Giornata della memoria e vuole tenere vivo il ricordo dell' "olocausto mafioso", raggiungendo i luoghi simbolo della lotta a Cosa Nostra.

Ad accogliere i ragazzi ci sarà un testimonial che racconterà la storia delle vittime. Dall'albero di Falcone a Portella della Ginestra, dalla Piazzetta della memoria alla casa di Peppino Impastato. "L'esperienza in carcere mi ha fatto crescere - ha detto uno dei ragazzi che era detenuto al Malaspina - Adesso mi sono diplomato come tecnico elettricista e ho già fatto un po' di esperienza. A chi è più piccolo di me e sta prendendo una cattiva strada direi di stare attento perché la libertà è bella e si deve salvaguardare".