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Corruzione: studioso, Italia prima in Europa

E' al 63esimo posto nella classifica mondiale

23 novembre, 12:46
(ANSA) - PALERMO, 23 NOV - "Nelle carceri italiane i reclusi per reati legati alla criminalità economica sono pochissimi. Se non togliamo la prescrizione per i reati di corruzione non andremo lontano. In un Paese moderno non c'è bisogno dei codici etici, noi però ne siamo pieni". Lo ha detto Ernesto Savona, ordinario di criminologia all'università Cattolica di Milano e direttore di Transcrime, intervenendo alla conferenza "Le mafie nell'era della globalizzazione, la corruzione e il peso dell'economia criminale", organizzata dal centro studi Pio La Torre al cinema Rouge et Noir di Palermo. All'incontro è intervenuto anche Alberto Vannucci, docente di Scienze politiche dell'università di Pisa. "L'Italia è al 63/mo posto per corruzione nel mondo, e la prima in Europa - ha detto Vannucci - è stato calcolato che se raggiungesse lo stesso livello di integrità della Germania, il Pil italiano aumenterebbe di 585 miliardi di euro, quasi un quarto del debito pubblico, pari a circa 1000 euro pro capite di ricchezza prodotta al mese, con un margine di profitto più alto rispetto a quello tedesco". Eppure, i casi di corruzione sistemica che hanno inquinato i settori del servizio pubblico sono continui, come ha ricordato Vannucci, autore, peraltro, di un atlante sulla corruzione: "Il costo dell'alta velocità in Italia è stato fino al 600% superiore a quello di Francia, Spagna, Giappone, Parse che peraltro ha un'orografia simile al nostro. Per non parlare del progetto faraonico del Mose - ha proseguito Vannucci - costato 6 miliardi e non ancora concluso rispetto all'1,8 previsto. Un progetto di paratie mobili, già deteriorate, e dalle conseguenze imprevedibili sul fragile ecosistema della laguna". Ma le risorse sottratte alla corruzione hanno riguardato anche una piccola Asl di Foggia con la cosiddetta 'truffa dei flaconi d'oro', dove "il costo dei disinfettanti - ha detto Vannucci - è passato da 60 a 1920 euro, oltre 30 volte il loro valore, con un danno erariale da 2 milioni di euro".

(ANSA).

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