Percorso:ANSA > Legalità > Cronaca > Giustizia: 80 mila firmano appello Libera e Gruppo Abele

Giustizia: 80 mila firmano appello Libera e Gruppo Abele

"Subito la riforma senza sconti. Ora 165 mila prescrizioni/anno"

30 gennaio, 13:10
(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Più di 80mila cittadini su Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, hanno firmato l'appello per chiedere di mettere fine alla prescrizione "farsa" (www.riparteilfuturo.it/prescrizione).

"La lista dei casi più eclatanti va da Eternit a Mills, da Gelli a Penati passando per la strage di Viareggio. Ottantamila persone chiedono di intervenire per sanare una ferita profonda del nostro Paese e per cancellare una farsa che incide sull'intero sistema della giustizia", sostiene l'associazione Libera contro le mafie. "Per arrivare a una sentenza di primo grado in Italia - spiega le due associazioni - occorrono in media 500 giorni con il risultato di circa 165mila prescrizioni all'anno. Nei tantissimi processi per corruzione solo poche decine di condannati scontano la pena: tutti gli altri godono della prescrizione. Un enorme costo per lo Stato, stimato dalla Cassazione in 84 milioni di euro". "Servono norme efficaci - commenta Enrico Fontana, coordinatore nazionale di Libera - a cominciare dalla prescrizione. Chiediamo una riforma della prescrizione che non faccia sconti: il testo definitivo della riforma deve prevedere che la sospensione della prescrizione si attivi immediatamente, anche per i processi in corso".Il testo di riforma presentato dal Governo in Senato all'indomani dello scandalo Mafia capitale - fanno notare Libera e il Gruppo Abele - oltre a prevedere la sospensione di due anni dei tempi della prescrizione dopo la condanna in primo grado, contiene anche una norma transitoria che prevede che venga applicata "ai fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge". "In sintesi: se passa questa norma, si vuole assicurare che per tutti i reati accaduti in passato la riforma non si applicherà. Vorrebbe dire non solo fare un favore ai soliti noti - come l'ex premier Silvio Berlusconi, imputato nel processo sulla compravendita di senatori a Napoli che andrà in prescrizione in autunno - ma non risanare una profonda ferita nel Paese", spiegano i promotori di Riparte il futuro. La campagna di Libera e Gruppo Abele ha raccolto i "disastri" giudiziari che a oggi la prescrizione ha provocato o rischia di provocare. Non c'è solo il caso Eternit: la prescrizione è il comune denominatore anche del procedimento per la strage di Viareggio, quello per il disastro di Porto Marghera, ma anche del processo Mills e quello Cassiopea. "Grazie alla prescrizione, per come oggi concepita in Italia - affermano gli organizzatori dell'iniziativa - Licio Gelli, "maestro venerabile" della Loggia P2, 95 anni, è tornato a disporre liberamente dei 32 vani e degli 11mila mq di giardino di Villa Wanda, la sua celebre dimora aretina: i reati fiscali che avevano portato nel 2013 al sequestro preventivo dell'immobile sono stati infatti dichiarati prescritti. E ancora: tutti prescritti anche per il processo Cassiopea, una delle più grandi inchieste mai realizzate in Italia nell'ambito della gestione illecita dei rifiuti. E poi il caso Penati, quello della discarica Pittelli, la storia giudiziaria di Fabrizio Palenzona, lo scandalo Mose, su cui la prescrizione rischia di abbattersi, il processo Geronzi, la piana di Sibari. Persino due tra le squadre di calcio più amate sono state graziate in qualche modo dalla prescrizione: Inter e Juventus, tra doping e Calciopoli 2". (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA