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Mafia Roma: Don Ciotti, andare avanti, emersa solo una parte

Fondatore di Libera, "Europa imprima marcia in più"

09 dicembre, 16:26

(ANSA) - BRUXELLES, 9 DIC - "Bisogna andare avanti perché credo che sia emersa solo una parte". Don Ciotti, intervenuto al Parlamento Ue di Bruxelles a margine della presentazione della campagna Restarting the Future, chiede alla magistratura di proseguire il lavoro di inchiesta su Mafia Capitale, "una modalità che in questi ultimi anni si è allargata in Italia".

Quanto al commissariamento del Comune, Ciotti risponde: "non credo" sia la soluzione. "Bisogna dire con molta chiarezza - ha insistito Don Ciotti parlando con i cronisti - che corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia, che le mafie sono tornate forti, molto forti, perché in un momento di grande crisi economica e finanziaria hanno tanto denaro frutto di affari sporchi e lo riciclano". Secondo il fondatore di Libera, "qui si apre il problema da dove viene il riciclaggio, di chi permette di investire. Bisogna dire - ha concluso Don Ciotti - che la forza delle mafie sta fuori le mafie e non dentro, perché la forza delle mafie sta in quelli che permettono di realizzare tutto questo". "C'è bisogno che l'Europa imprima quella marcia in più e l'Italia deve riflettere fortemente su tutto questo. Non è stata la stessa Banca d'Italia a parlare di corrotti che siedono regolarmente nei consigli di amministrazione di enti pubblici? Speravamo di avere superato tutto questo. La storia ci dice che può esistere una politica senza mafie ma che non possono esistere mafie senza il concorso della politica". In occasione della Giornata Mondiale contro la corruzione, Libera ha presentato al Parlamento europeo l'agenda di priorità per l'Europa contro la corruzione il crimine organizzato. Sei sono i punti dell'agenda di Libera per colpire il crimine organizzato e il sistema di potere su cui si basa: una normativa europea sui beni confiscati, il 21 marzo come Giornata Europea in memoria delle vittime di mafia, i crimini ambientali, la figura del procuratore pubblico europeo, il riciclaggio. E la proposta per l'Europa di Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione: una direttiva sulla tutela dei whistleblower: ovvero coloro che decidono di denunciare gli episodi di corruzione a cui si trovano ad assistere sul luogo di lavoro. "Già 20 anni fa siamo venuti in Europa a portare dei contenuti e alcuni di loro sono stati recepiti dalle direttive europee", ha spiegato ancora don Luigi Ciotti. "Questi 20 anni sono testimoni di un "noi": anche se la strada non è semplice ed è in salita siamo testimoni che dei passi definitivi sono stati fatti". Molto ancora c'è da fare.

"Solo 5 dei 28 Stati Membri dell'Ue hanno una normativa completa sulla corruzione", tuona il presidente di Libera. E tutelano i whistleblower. "Siamo in Europa per sollecitare con rispetto e forza l'Unione". (ANSA).

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