Percorso:ANSA > Legalità > Cronaca > Giornalisti: Grasso, intimidazioni a cronisti vulnus a libertà

Giornalisti: Grasso, intimidazioni a cronisti vulnus a libertà

Convegno con Laura Boldrini e Pietro Grasso sulla libertà di informazione

14 novembre, 18:53
Shoah: a Roma fiaccolata per non dimenticare 16 ottobre 1943 Shoah: a Roma fiaccolata per non dimenticare 16 ottobre 1943

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - "Intimidire un giornalista, e in Italia sono tanti i giornalisti minacciati, è un vulnus per la libertà d'informazione e per il diritto dei cittadini di essere informati". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo al Convegno sul tema "La libertà d'informazione che vorremmo, quella che abbiamo e quella che rischiamo di non avere" promosso dall'associazione "Ossigeno per l'informazione". "Seguo da sempre - aggiunge Grasso - le attività, i report e i dossier che 'Ossigeno per l'informazione' pubblica gratuitamente sul sito sui giornalisti minacciati, sotto scorta e sulle notizie oscurate con la violenza, e nei giorni scorsi appena ho saputo delle nuove e pesanti minacce per Lirio Abbate, che conosco e stimo sin dagli anni in cui era un giovane cronista dell'Ansa a Palermo, l'ho chiamato per esprimergli tutta la mia vicinanza e solidarietà".

     "La libertà d'informazione costituisce il nucleo delle libertà civili, il presupposto per l'esercizio di ogni altra libertà costituzionalmente riconosciuta, ma come tutti i diritti, non può mai essere considerata assoluta, deve essere ponderata, contestualizzata e bilanciata con gli altri valori costituzionali". 

   "L'ordinamento italiano - ha poi ricordato il presidente del Senato - trova nell'articolo 21 della Costituzione il punto centrale del sistema normativo sulla comunicazione sociale mediante l'affermazione, di ordine generale, per cui 'tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, ed ogni altro mezzo di diffusione'''. ''Secondo quanto riconosciuto dalla Dichiarazione Universale e dalla Convenzione Europea per i diritti dell'uomo, la liberta' d'informare - ha  sottolineato Grasso - significa ricercare liberamente, liberamente diffondere idee e opinioni, liberamente criticare, ma anche assumersi le responsabilita' della comunicazione, riconoscere gli effetti di quanto si comunica, rispettare le persone che mediante la comunicazione si raggiungono e si coinvolgono". A questo punto Grasso accenna al ''diritto alla riservatezza, alla reputazione e all'oblio'' come diritti che vanno considerati quando si difende la liberta' d' informazione. "Fino a che punto - si é chiesto il presidente del Senato - è possibile narrare o divulgare fatti concernenti un determinato individuo, chiunque esso sia? Esiste un limite all'interesse della collettività a conoscere certi eventi? C'è un confine tra diritto di cronaca e vita privata?''. ''Sono questi - ha osservato Grasso - gli interrogativi su cui quotidianamente siamo tutti chiamati a confrontarci, ciascuno per il proprio ruolo nella società". "In Rete inoltre - ha avvertito Grasso - il controllo delle informazioni diventa enormemente più difficoltoso in termini di capacita' di controllare la qualità e l'attendibilità dei dati pubblicati e crescono esponenzialmente i rischi di diffamazione''. ''Capisco e condivido la preoccupazione di chi vede nelle 'regole da mettere alla Rete' la paura che tali vincoli siano usati per limitare la liberta' di espressione e di opinione politica, ma questo - ha concluso Grasso - non deve impedire ad uno Stato di difendere i propri cittadini dall'insulto, dalla diffamazione, dal razzismo o dalle minacce''.

    "Sulle caratteristiche del modello più adatto a governare il Web - ha aggiunto Grasso -  il dibattito è ancora aperto, ma il mio auspicio è che tale dibattito sia foriero di soluzioni in grado di garantire al più presto un'efficace ed appropriata tutela dei diritti fondamentali, capaci di assicurare, alla luce di tutte le evoluzioni della Rete, una promozione opportuna dello sviluppo della persona sotto ogni aspetto della sua esistenza, nell'ambito di un più ampio strumento giuridico universale, idoneo a sostenere i fondamentali principi di libertà nell'uso della Rete".  "Conosco - ha precisato Grasso - l'obiezione di fondo: spesso in passato tentativi di affrontare l'argomento sono stati affossati da, per usare un linguaggio informatico, trojan legislativi inseriti ad arte per imbavagliare la rete. Dobbiamo stare attenti, vigilare che non accada, ma non abbandonare per questa paura l'idea di fare dei passi avanti per sfruttare al meglio le potenzialità della Rete prevenendone i rischi peggiori".

   "Alcuni elementi di novità introdotti dal disegno di legge sulla diffamazione, primo fra tutti l'abolizione del carcere per i giornalisti - ha proseguito il Presidente del Senato - possono essere salutati con grande soddisfazione dalla comunità internazionale e nazionale".  Il ddl e' appena approdato in Senato e Grasso sostiene che "altri elementi di novita' potranno essere introdotti, con particolare attenzione al tema delle querele che vengono usate come arma di dissuasione per chi intende proseguire nel lavoro di indagine e di approfondimento giornalistico''. ''Credo, ma è solo una posizione personale, che si possa ragionare meglio - ha osservato Grasso - su una sanzione pecuniaria proporzionale alla richiesta risarcitoria infondata per tutte le azioni temerarie". "Contemporaneamente - ha  concluso il Presidente del Senato - occorrerà riflettere bene anche su un completo diritto di rettifica. Sono certo che il dibattito in Commissione e in Assemblea consentirà di trovare il giusto equilibrio tra diritti e doveri di lealtà e correttezza".

La presidente della Camera laura Boldrini ha detto: ''L'Italia occupa nelle graduatorie internazionali sulla libertà di informazione una posizione poco lusinghiera. Ci troviamo nella stessa fascia di classifica di nazioni che hanno tradizioni democratiche ben meno solide delle nostre''.. ''Spero che anche iniziative come questa di oggi ci aiutino a sentire più forte il disagio di una tale collocazione'' ha aggiunto Boldrini che ha invitato a ''preoccuparsi per quei giudizi, per l'immagine internazionale dell'Italia, allo stesso modo in cui giustamente ci preoccupiamo per i giudizi delle agenzie internazionali di rating''. ''C'e' un rating della democrazia che merita tutta la nostra attenzione, se vogliamo che non siano solo i criteri dettati dalla finanza a governare l'Italia e l'Europa'' ha sostenuto la presidente della Camera che ha elencato alcune storture: ''Il tema della proprietà e dei controlli sui media, il tema cioè dell'insufficiente pluralismo, delle concentrazioni tra potere economico, politico e mediatico; le diverse forme di conflitti di interesse che minano l'autonomia e l'autorevolezza dell'informazione; l'indipendenza del servizio pubblico dal potere politico".

    "Io stessa uso i social media e ne apprezzo il grande valore comunicativo e proprio da amica di Facebook e Twitter vorrei che dei social media venisse preservato il carattere di spazio di libera comunicazione, di conoscenza, di dialogo senza filtri. Quello, per intenderci, che mette in grado tanti ragazzi in diverse parti del mondo di unirsi e battersi per la liberta'; oppure che, piu' semplicemente, permette a centinaia di milioni di giovani e meno giovani di conoscersi e condividere la propria vita'.
 ''Per questo - ha aggiunto Boldrini - non devono mai trasformarsi in un territorio di rapina, dove le informazioni che riguardano le singole persone diventano,
senza alcun consenso preventivo, proprieta' di qualcuno interessato soltanto a realizzare profitti''. Secondo Boldrini ''la difesa dei diritti delle persone va esercitata in ogni spazio pubblico: oggi anche sulla Rete. Difendere il diritto alla privacy significa anche difendere la dignita' delle persone da atteggiamenti discriminatori, da minacce, dal 'cyberbullismo' di cui spesso ci parlano le cronache''. ''Proprio perche' considero preziosa la liberta' d'espressione che la rete garantisce, penso che i nostri ragazzi - ha concluso Boldrini - debbano essere ascoltati, quando ci dicono che tra i loro timori piu' grandi c'e' quello di essere dileggiati via
web".

   "Su un tema delicato, il diritto d'autore on line, auspico che il legislatore, noi parlamentari, sappiamo fare la nostra parte. So quanto animato sia il dibattito, ma spero che in un tempo ragionevole e ravvicinato possa venire dai diversi gruppi politici -alcuni dei quali hanno gia' presentato proposte- una risposta all'esigenza di
aggiornare la normativa tenendo insieme diritti ed interessi'. (ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA