Arcivescovo Palermo, Chiesa in campo contro mafia
Messaggio card. Romeo per anniversario prima marcia antimafia
23 febbraio, 18:19(ANSA) - PALERMO - La Chiesa siciliana ribadisce con forza la necessita' di una resistenza morale da parte di ogni cittadino, credente e non, a qualsiasi forma di fenomeno criminale e particolarmente mafioso. A dirlo e' l'arcivescovo di Palermo, monsignor Romeo, in un messaggio inviato in occasione della riedizione della marcia antimafia che si terra' il prossimo 26 febbraio da Bagheria a Casteldaccia, come trent'anni fa. Una posizione netta, sul solco della testimonianza di papa Giovanni Paolo II e del martirio di don Pino Puglisi, il sacerdote di Brancaccio ucciso dalla mafia nel 1993. ''Trent'anni fa furono gli omicidi di mafia perpetrati nel territorio fra Bagheria, Casteldaccia ed Altavilla Milicia, a spingere tanti buoni cristiani e onesti cittadini e a manifestare contro la logica di morte che muoveva mani omicide ed efferate - ha detto monsignor Romeo ricordando la prima marcia antimafia -. Oggi tanto e' stato fatto in termini di educazione delle nuove generazioni, ma molto, tuttavia, rimane ancora da sviluppare: non si possono chiudere gli occhi su una societa' ancora profondamente segnata dalle conseguenze del peccato che, in ogni forma di disuguaglianza e di ingiustizia, di decadenza morale e sociale e in ogni fenomeno criminale e malavitoso, sfigura l'uomo e lo rende schiavo''. L'arcivescovo di Palermo ha poi sottolineato la necessita' di chiedere, con maggiore determinazione ai responsabili della cosa pubblica una molteplicita' di interventi di amministrazione e di governo attenti e lungimiranti, lontani da ogni inerzia e decisamente orientati verso opportunita' nuove da offrire soprattutto ai giovani e alle famiglie. ''Questo perche' - ha dichiarato Romeo - approfittando dell'humus dell'attuale crisi che vede aumentare le fasce di poverta' causate soprattutto dall'impressionante piaga della disoccupazione, le infiltrazioni tentacolari del male trovano largo spazio e causano drammi che si consumano a danno dell'intero tessuto sociale e inevitabilmente a danno delle singole coscienze''. Monsignor Romeo ha poi ricordato l'anatema lanciato dalla Valle dei templi ai mafiosi da parte di papa Giovanni Paolo II (nella foto) e il riconoscimento, il prossimo 25 maggio, del martirio di don Puglisi. ''Non e' una 'canonizzazione dell'antimafia' - ha sottolineato l'arcivescovo - ma ci obbliga a riconoscere uno stile ecclesiale e una fede che rigetta qualsiasi forma di male e che per questo e' sempre scomoda. Una fede che 'si' scomoda e 'ci' scomoda, per essere tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, costruttori di un mondo nuovo''. E in ricordo di don Puglisi torna la mostra allestita trenta anni fa dallo stesso parroco di Brancaccio. E' intitolata 'Si, ma verso dove?' ed e' composta dai pannelli che negli anni '80 don Pino aveva elaborato con le suore Apostoline. Proprio queste suore, insieme al centro regionale per le vocazioni diretto da don Giuseppe Licciardi, porteranno in giro, nei prossimi giorni, la mostra fra le diocesi dell'isola. Per l'occasione saranno inseriti alcuni nuovi pannelli che parlano del sacerdote ucciso dalla mafia.












