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BORSELLINO:GIUDICE GUARNOTTA RICORDA ''ANNI D'ORO'' DEL POOL

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Gli anni del pool antimafia, le vite blindate, i momenti di tensione a volte spezzati dall'ironia sono stati ricordati a palazzo di giustizia da Leonardo Guarnotta. Ora Guarnotta e' presidente del tribunale ma all'inizio degli anni Ottanta faceva parte del gruppo guidato da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Falcone, a cui chiedeva come potesse lavorare in una stanza al buio e senza aperture esterne, gli rispose: ''Ti abituerai''. Anche Borsellino, alla domanda su com'e' fatta una vita blindata, gli diede la stessa risposta: ''Ti abituerai''. Quello di Guarnotta e' stato un ricordo affettuoso, perfino commosso, dei due colleghi uccisi dalla mafia. Non e' mancato il riferimento ai veleni di quegli anni che a Falcone provocarono una bocciatura come capo dell'ufficio istruzione e a Borsellino fecero rischiare un procedimento disciplinare. ''Cos'e' cambiato?'', si e' chiesto Guarnotta. Nella sua risposta e' affiorata la soddisfazione per gli arresti e per i grandi risultati delle iniziative giudiziarie. Ma ha trovato spazio anche l'amarezza per una ''campagna continua di delegittimazione nei confronti dei magistrati'' e per le espressioni pesanti usate da chi li ha definiti ''mentalmente disturbati'', ''anomalia grave'' e perfino ''cancro da estirpare''. Si e' venuto cosi' a creare lo strano paradosso di risultati importanti accompagnati da ''attacchi denigratori'', discutibili progetti di riforma e altre iniziative che somigliano a ''regolamenti di conti con la magistratura da parte del potere politico''. ''C'e' un lucido disegno - ha concluso Guarnotta - per riformare la magistratura e non la giustizia''. Borsellino avrebbe vissuto tutto questo come una ''minaccia all'indipendenza della magistratura''. (ANSA). YP8-FK19-LUG-11 13:18 NNNN