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Mafia: Cgil Catania, tutelare lavoratori azienda confiscata
Raccolta firme nel Catanese a favore lavoratori Riela Group
30 aprile, 18:42 (ANSA) - BELPASSO (CATANIA), 30 APR - Stamane, in occasione del
31/mo anniversario dell'uccisione di Pio La Torre e Rosario Di
Salvo, la Cgil di Catania, Libera, Arci, Anm, Avviso pubblico e
l'associazione Pio La Torre a Belpasso, davanti ai cancelli
dell'azienda Riela Group, confiscata per mafia nel 1999, hanno
cominciato una raccolta firme nell'ambito dell'iniziativa
nazionale "Riattivo il Lavoro", per una proposta di legge di
iniziativa popolare per l'emersione alla legalità e la tutela
dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alle
mafie. A Belpasso stamattina c'era una delegazione di lavoratori
della Riela, insieme ai segretari confederali della Cgil Pina
Palella e Giacomo Rota, e a Edoardo Pagliaro, componente della
segreteria della Filt Cgil, il sindacato del settore trasporti.
"Vogliamo evitare - ha detto Palella - che le imprese confiscate ai clan mafiosi falliscano così come avviene nel 90% dei casi e crediamo che queste si possano trasformare in un motore per l'economia del Paese. "Le aziende confiscate - ha aggiunto - sono un bene di tutti e nel nostro territorio sono tante proprio grazie all'attività meritoria della Procura di Catania. Perché dunque non metterle insieme, creando un network legale capace di far ripartire il lavoro e la produzione, utile alla collettività?". "Non possiamo permettere - ha aggiunto la sindacalista - che in un periodo di gravissima crisi economica come quello attuale le mafie siano la holding più ricca del nostro Paese con un fatturato di pià di 170 miliardi l'anno, sottraendo così risorse fondamentali a tutto il sistema economico italiano. Le aziende confiscaste al momento in Italia sono 1636, mentre quelle sotto sequestro potrebbero essere dieci volte tanto".(ANSA).
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"Vogliamo evitare - ha detto Palella - che le imprese confiscate ai clan mafiosi falliscano così come avviene nel 90% dei casi e crediamo che queste si possano trasformare in un motore per l'economia del Paese. "Le aziende confiscate - ha aggiunto - sono un bene di tutti e nel nostro territorio sono tante proprio grazie all'attività meritoria della Procura di Catania. Perché dunque non metterle insieme, creando un network legale capace di far ripartire il lavoro e la produzione, utile alla collettività?". "Non possiamo permettere - ha aggiunto la sindacalista - che in un periodo di gravissima crisi economica come quello attuale le mafie siano la holding più ricca del nostro Paese con un fatturato di pià di 170 miliardi l'anno, sottraendo così risorse fondamentali a tutto il sistema economico italiano. Le aziende confiscaste al momento in Italia sono 1636, mentre quelle sotto sequestro potrebbero essere dieci volte tanto".(ANSA).












