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AGENZIA BENI CONFISCATI MAFIA: AUDIZIONI COMMISSIONI CAMERA, DI PACE, DON CIOTTI E PM REGGIO CALABRIA

DI PACE, AGENZIA BENI CONFISCATI SERVE DA REGIA UNICA

"Ho chiarito che lo spirito del provvedimento è creare una regia unica, dal sequestro alla confisca, per abbreviare i tempi della destinazione sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata". Lo ha riferito il commissario straordinario per la gestione e destinazione dei beni confiscati alle mafie, Alberto Di Pace al termine dell'audizione innanzi alle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali alla Camera. Il prefetto Di Pace è stato ascoltato nell'ambito dell'esame del decreto legge che istituisce l'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alle mafie prevista dal Consiglio dei ministri lo scorso 4 febbraio.

"E' fondamentale - ha aggiunto Di Pace - abbreviare i tempi: questi costituiscono la maggiore criticità". Nessuna obiezione secondo quanto riferito dallo stesso Di Pace è stata mossa dalle Commissioni.

DON CIOTTI, BENE AGENZIA MA VA FATTA FUNZIONARE

"Approviamo in pieno l'idea di un'Agenzia che si occupi dei beni confiscati alla mafia, ma il testo del decreto che la istituisce non prevede strumenti sufficienti a farla funzionare". Don Ciotti, dell'associazione "Libera" propone, nella sua audizione davanti alle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, delle "migliorie" al decreto del governo approvato dal Consiglio dei ministri il 4 febbraio scorso.

"L'idea - ribadisce Don Ciotti - è davvero buona, ma siccome si tratterà di una struttura con compiti davvero onerosi, serviranno degli strumenti adeguati". Don Ciotti, ad esempio, propone che si aprano delle succursali dell'Agenzia anche a Roma, Palermo e Milano. "Solo in Lombardia, infatti, - avverte Don Ciotti - sono stati sequestrati oltre mille beni immobili alla mafia".

PM REGGIO CALABRIA, NO ESTROMISSIONE TOGHE DA AGENZIA ROMA

Bene l'idea di un'agenzia che si occupi dei beni sequestrati alla mafia, ma "desta preoccupazione" il fatto che da questa struttura "venga estromesso" ogni apporto da parte del magistrato incaricato delle indagini. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, critica alcune parti del decreto approvato dal Cdm il 4 febbraio scorso nella sua audizione davanti alle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera.

Oltre a non condividere il fatto che l'autorità giudiziaria venga messa da parte nel momento in cui l'agenzia comincia a gestire il bene confiscato ai mafiosi, Pignatone punta anche il dito su un altro aspetto "poco chiaro" del decreto: il compenso che il tribunale dovrebbe liquidare all'Agenzia "entro cinque giorni". Quanto alle somme che dovrebbero essere versate ai coadiutori dell'Agenzia, Pignatone osserva che "appare estremamente difficoltoso per un tribunale sostanzialmente esautorato dalla gestione, valutare adeguatamente e in tempi brevi il giusto compenso da erogare a tali coadiutori".