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Infanzia: in Alto Adige task force anche contro bullismo

Varata dall'Ufficio della Garante per infanzia e adolescenza

30 marzo, 12:57
(ANSA) - BOLZANO, 30 MAR - In Alto Adige una 'task force', ovvero l'Ufficio della Garante per l'infanzia e l'adolescenza (Kija), si occupa di bambini ed adolescenti trascurati, esclusi o vittime di mobbing e bullismo. Nel 2016 le collaboratrici della Kija si sono occupate di 965 richieste, che riguardavano tematiche quali separazione, divorzio, allontanamento, assistenza economica, tempo libero, asilo, scuola, mobbing, autodeterminazione dei giovani, internet e tutela giovanile.

La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Paula Maria Ladstätter, sottolinea l'importanza di un difensore indipendente per i minori. La Kija è stata istituita con legge provinciale nel 2009.

Clara, otto anni, è vittima di mobbing a scuola, ha episodi di enuresi notturna e non vorrebbe uscire più di casa. Claudio, cinque anni, vive in affidamento famigliare, perché la sua mamma non riesce ad occuparsene a sufficienza. Werner, 14 anni, si arrabbia perché il padre gli vieta di giocare alla Playstation e gli blocca l'accesso a internet. Greta, 13 anni, non ha il coraggio di raccontare ai genitori che suo zio la palpeggia contro il suo volere. Nessuno la mattina sveglia Thea, dodici anni, le prepara la merenda oppure le chiede come va a scuola.

Queste e altre simili sono le situazioni che le collaboratrici della Garante per l'infanzia e l'adolescenza affrontano quotidianamente.

Nel 2016 Ladstätter è stata affiancata da una giurista e da un'amministrativa. La maggior parte delle consulenze si sono svolte via telefono (793), 125 sono stati i colloqui "Face to Face", 29 le consulenze via e-mail, 11 tramite WhatsApp e sette via Facebook. "I casi - afferma Ladstätter - sono spesso complessi e coinvolgono vari attori. La loro elaborazione è articolata e spesso dura alcuni anni". Dei 551 fascicoli trattati nel 2016, 215 sono stati quelli di nuova apertura, i restanti provengono dagli anni precedenti. Per arrivare a soluzioni soddisfacenti, sono necessari colloqui individuali e di mediazione e incontri con i partner di rete, aggiunge la Garante per l'infanzia e l'adolescenza: negli incontri organizzati dalla Kija sono presenti di media dai sei ai dieci rappresentanti di autorità e servizi. (ANSA).

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