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Beni confiscati: Minniti, a capo Agenzia anche un manager

Bindi, valgono 25 mld. Roberti, approvare subito la riforma

13 marzo, 15:37
(ANSA) - ROMA, 13 MAR - "E' lecito pensare che alla guida dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati sia una figura anche diversa da quella del prefetto; si apra alla manageralità". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti al convegno sui beni confiscati che si è appena concluso al Viminale. "Per fare funzionare l'Agenzia - ha spiegato Minniti - servono competenze manageriali ed esperti di mercato, difficili da rintracciare nell'Agenzia".

Il ministro ha insistito sulla necessità che la riforma della legge sui beni confiscati, già approvata dalla Camera nel novembre del 2015, venga licenziata al più presto anche dal Senato. "Sarebbe un peccato mortale - ha detto - arrivare a chiudere la legislatura senza approvare la legge, io la considero una ipotesi del terzo tipo, dell'irrealtà. Faccio appello al Parlamento anche se non ho armi se non quella della persuasione. L'Italia aspetta questo provvedimento, abbiamo già un buon testo, si può migliorare al Senato, se possibile prevedendo modifiche già d'intesa con la Camera". "Questa legislatura non può terminare senza approvare la riforma sui beni confiscati che valgono - tra denaro, terreni, aziende, immobili - circa 25 miliardi", ha sottolineato la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.

"Non ci possiamo più permettere di temporeggiare, sarebbe una omissione difficile da spiegare". "Abbiamo motivo di sperare che la legislatura prosegua fino alla scadenza naturale: c'è quindi il tempo per approvare la riforma sui beni confiscati", ha affermato nel suo intervento il procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti. "Poi è chiaro che la legge bisogna farla vivere, per esempio creando i nuclei territoriali di supporto presso le prefetture". "Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha fissato la linea della mediazione ragionevole sulla riforma dei beni confiscati.

Ora basta: si proceda col voto, senza stravolgere il testo votato alla Camera nel Novembre del 2011 figlio del lavoro della Commissione Parlamentare Antimafia", ha osservato il deputato Pd Davide Mattiello, relatore alla Camera della riforma del Codice Antimafia approvata nel novembre 2015. Sono 75 le persone che lavorano per l'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati: mezzo dipendente ogni tribunale d'Italia. Il dato lo ha fornito il presidente dell'Agenzia, Umberto Postiglione. "Oggi - ha aggiunto - siamo in grado di assegnare un bene nel giro di 4 mesi rispetto a quando ci arriva anche grazie al sistema "Open Regio". I beni immobili destinati nel 2015 sono stati 1731, nel 2016 1098. Complessivamente, risultano censiti nella banca dati dell'Agenzia, a livello nazionale, al 28 febbraio, 16.696 immobili tra fabbricati e terreni, 7.800 beni finanziari, 2.078 beni mobili, 7.588 beni mobili registrati e 2.492 beni aziendali. (ANSA).

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