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Cyberbullismo: 30mila studenti contro 'comunicazione ostile'

In streaming illustrato Manifesto con ministro Fedeli

15 maggio, 13:08
(ANSA) - MILANO, 15 MAG - Sono stati 30mila gli studenti collegati in streaming da mille scuole di tutta Italia per seguire quattro eventi in contemporanea a Milano, Trieste, Cagliari e Matera in cui è stato spiegato 'Condivido - Il Manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole', un progetto educativo promosso da Parole O_Stili: la community di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti e comunicatori nata per contrastare l'ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete. Si è trattato della seconda tappa di un progetto nato a fine febbraio quando a Trieste oltre 1000 professionisti hanno partecipato alla realizzazione del Manifesto della Comunicazione non Ostile, una carta di dieci principi creata a partire dai contributi di oltre 17.000 persone in Rete. A Milano, all'UniCredit Pavilion e alla presenza del ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, 500 studenti si sono confrontati con Paolo Ruffini, conduttore e comico televisivo, la cantante Chiara, l'ex bandiera del Milan Franco Baresi e Gianluca di Marzio, giornalista sportivo. A Trieste sono intervenuti Eva Campi e Dario Gasparo, a Cagliari Diana Del Bufalo e Giorgia Palmas e a Matera Angela Mauro con Ali Sohna.

Per il ministro Fedeli, "il sistema educativo e formativo è decisivo se vogliamo davvero cambiare i modi con cui dialoghiamo, ci relazioniamo, ci informiamo, superando parole d'odio, diffusione delle fake news, cyberbullismo". "La scuola - ha aggiunto - come luogo di formazione delle prossime generazioni, è l'ambiente naturale dove cittadine e cittadini di domani possono costruire, da oggi, l'abitudine ad essere parte di una comunità dove siano diffusi rispetto e condivisione, nelle esperienze fisiche come in quelle digitali. Il linguaggio in questo senso è decisivo, ed è quindi con grande convinzione che il Miur ha aderito alla sfida, promuovendo il Manifesto di Parole Ostili nelle scuole, per farlo essere strumento di riflessione e didattica".

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