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Giochi: Mirabelli (Pd), approvare riforma ora

"Ci sono le condizioni per chiudere con Regioni e fare decreto"

11 gennaio, 14:24
(ANSA) - ROMA, 11 GEN - "In questa legislatura si è molto lavorato per una riforma complessiva del gioco e si sono prodotti, con la finanziaria 2015, provvedimenti importanti. Ma il documento che il governo scorso ha proposto alla conferenza stato-regioni contiene misure e proposte che possono davvero avviare nel nostro Paese una nuova stagione in cui si riducono domanda e offerta di gioco, si tolgono da subito - senza aspettare il 2019 - slot e scommesse dai locali pubblici, dai bar e dai tabaccai, si impongono regole chiare a tutela dei giocatori per prevenire le ludopatie, si interviene per garantire la legalità e combattere le organizzazioni criminali che usano il gioco per riciclare e alimentare l'usura e si potenziano assistenza e cura delle patologie prodotte dal gioco". Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del pd in Commissione Antimafia e relatore al Senato del ddl di riordino complessivo del settore giochi. "Quel documento, dopo un anno di discussione nella conferenza Stato-Regioni - continua Mirabelli - è stato migliorato e integrato positivamente e può garantire una collaborazione positiva tra stato e enti locali, riconoscendo a comuni e regioni la possibilità di porre limiti e regole alle sale gioco. Sarebbe davvero una occasione persa lasciar cadere quella riforma insieme alla legislatura e deludere i tanti che guardano con favore alle scelte più volte annunciate". "Credo ci siano le condizioni per chiudere al più presto l'accordo in conferenza Stato-Regioni e tradurlo in un decreto che consenta di concludere ciò che lo scorso governo ha iniziato e oggi può essere definito. Spero che, già nei prossimi giorni, sia il governo, sia la rappresentanza delle Regioni possano dire parole chiare e concretizzare l'impegno a ridurre, controllare e regolare il gioco. Senza questo passaggio - conclude il senatore democratico - tutto sarà rinviato e, nella prossima legislatura si dovrà ricominciare da capo, perdendo altro tempo e ritardando colpevolmente quel riordino del settore che serve per combattere le ludopatie, chiarire il ruolo degli enti locali e dare certezze agli operatori".

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