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Polizia: conclusa 'Vita da social', preoccupa cyberbullismo

Campagna itinerante in scuole,oltre 1 mln studenti coinvolti

19 maggio, 15:38
(ANSA) - ROMA, 19 MAG - Si conclude a Roma 'Una vita da social', campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e con il patrocinio dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori.

Questa mattina il truck di 'Una vita da social' si è fermato al Convitto Vittorio Emanuele II per incontrare alunni e insegnanti.

Il progetto, informa la Polizia, "nel corso delle tre edizioni precedenti ha raccolto un grande consenso: gli operatori della Specialità hanno incontrato oltre 1 milione di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 106.125 genitori, 59.451 insegnanti per un totale di 8.548 Istituti scolastici, 30.000 km percorsi e 150 città raggiunte sul territorio e una pagina facebook con 108.000 like e 12 milioni di utenti mensili sui temi della sicurezza online".

L'obiettivo dell'iniziativa è quello di prevenire episodi di violenza, prevaricazione, diffamazione, molestie online attraverso un'opera di responsabilizzazione in merito all'uso della "parola". Attraverso un truck allestito con un'aula didattica multimediale, gli operatori della Polizia di Stato incontrano studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età. I dati registrati nel corso degli incontri nelle scuole, evidenziano che le competenze digitali degli studenti provengono in tutto o quasi da esperienze di apprendimento extra scolastico. Ne deriva, pertanto, l'importanza delle attività di formazione e sensibilizzazione degli studenti per far sì che la rete possa essere per loro una grande opportunità e non un limite, ma anche rivolte ai genitori e agli insegnanti.

Il fenomeno che preoccupa in maniera più forte è il cyberbullismo: circa 2 ragazzi su 3 dichiarano di averne avuto esperienza diretta o indiretta. Per questo motivo accolgono con favore gli incontri gli operatori della Polizia Postale per formare/informare all'uso dei social. E proprio successivamente a questi incontri è stato riscontrato un aumento consistente delle denunce di minori nei confronti di coetanei per episodi di bullismo e cyberbullismo. "Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti - ha detto il direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni Nunzia Ciardi - è enorme ed è per questo indispensabile fornire loro tutti quegli strumenti utili ad evitare le insidie che la rete può nascondere".(ANSA).

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