Beni culturali: nel 2012 meno furti, ma occhio ai falsi
Chiese e archivi i piu' vessati, crisi morde antiquari
24 aprile, 10:15 (di Silvia Lambertucci) (ANSA) - ROMA, 23 APR - Diminuiscono un
po' i furti di beni culturali (-1,7%) e soprattutto gli scavi
clandestini (-29%). Ma l'industria del falso non rallenta, in
particolare per l'arte contemporanea. Mentre le chiese, cosi'
come gli archivi, si confermano ancora una volta obiettivi
particolarmente vulnerabili. E' una fotografia con luci e ombre
quella che emerge dal bilancio dell'attivita' operativa 2012 del
Comando dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Sullo sfondo c'e' la crisi economica, che negli ultimi due anni, rivela il generale Mariano Mossa, ha fatto chiudere 480 esercizi antiquari (secondo i controlli fatti soprattutto in Triveneto, Calabria e Sicilia, con una flessione del 20% su tutto il territorio nazionale). Mentre i carabinieri dei beni culturali - che il ministro Ornaghi ha premiato qualche giorno fa con la medaglia dei benemeriti della cultura - fanno di necessita' virtu' e risparmiano anche sui mezzi di trasporto, usando auto piu' piccole, ''in genere Punto o Panda''. In totale i furti di beni culturali nel 2012 sono stati 891, 15 in meno rispetto al 2011, quasi la meta' dei quali (424) consumati ai danni delle chiese (erano 366 un anno fa). Con il Lazio maglia nera (133 furti) seguito da Emilia Romagna (100) e Lombardia (99).
Diminuisce pero' di molto (-48%) il numero degli oggetti trafugati, che passa dai 33.806 del 2011 ai 17.338 del 2012.
L'allarme, come ha dimostrato la vicenda della Biblioteca dei Girolamini, continua a riguardare archivi e biblioteche, sia per il numero di oggetti sottratti (nel 2012 risultano 8708) sia per l'entita' dei recuperi (53.648 nel 2012), con la sproporzione tra denunce di furto e recuperi che conferma una evidente difficolta' nella custodia. Intanto e' notizia di oggi che il Mibac si costituira' parte civile nel processo per il furto dei Girolamini: ''Nel corso dell'udienza preliminare e' stata accolta la nostra richiesta'', annuncia Ornaghi. E per il ministero, dopo l'impasse del primo momento e le polemiche che ne erano seguite, e' evidente la soddisfazione. A preoccupare c'e' anche la diffusione sempre piu' estesa del fenomeno falsi, che colpisce soprattutto l'arte contemporanea. In questo settore, sottolineano gli investigatori, anche il numero dei recuperi, cresciuto dell'1,6% nel 2012 con un totale di 5.325 opere sequestrate (erano 4.975 nel 2011), nonche' il sensibile aumento delle persone denunciate alle autorita' (+34%) dimostrano che il mercato c'e' ed e' fiorente. Tanto piu' che cresce anche la stima del valore delle opere sequestrate, che nel 2012 ha raggiunto i 78 milioni di euro (+39% rispetto al 2011). Diminuiscono pero' gli scavi clandestini (erano 238 nel 2008, 52 nel 2001 e sono stati 37 nel 2012 anche se le prime stime per il 2013 fanno temere una tendenza contraria) e crescono i recuperi di beni culturali (+110%). Tra i dati positivi anche l'accresciuta attenzione per la tutela del paesaggio, con 2.813 controlli contro i 1147 dell'anno precedente. Oltre alle rogatorie internazionali (40) che hanno permesso il rimpatrio di 1.389 beni culturali italiani, tra cui 128 reperti archeologici. Mentre cresce anche l'attivita' di formazione assicurata dai carabinieri Tpc agli altri paesi del mondo (32 le nazioni coinvolte). ''La parola chiave e' cooperazione'', fa notare Ornaghi. C'e' questa, sottolinea il ministro, anche alla base di Psyche (Protecting system for the cultural heritage) l'ultimo progetto internazionale portato avanti dal Comando Tpc insieme con l'Interpool e le polizie di 15 paesi per rendere sempre piu' efficace la banca dati delle opere rubate anche con un servizio di comparazione automatica delle immagini. (ANSA).
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Sullo sfondo c'e' la crisi economica, che negli ultimi due anni, rivela il generale Mariano Mossa, ha fatto chiudere 480 esercizi antiquari (secondo i controlli fatti soprattutto in Triveneto, Calabria e Sicilia, con una flessione del 20% su tutto il territorio nazionale). Mentre i carabinieri dei beni culturali - che il ministro Ornaghi ha premiato qualche giorno fa con la medaglia dei benemeriti della cultura - fanno di necessita' virtu' e risparmiano anche sui mezzi di trasporto, usando auto piu' piccole, ''in genere Punto o Panda''. In totale i furti di beni culturali nel 2012 sono stati 891, 15 in meno rispetto al 2011, quasi la meta' dei quali (424) consumati ai danni delle chiese (erano 366 un anno fa). Con il Lazio maglia nera (133 furti) seguito da Emilia Romagna (100) e Lombardia (99).
Diminuisce pero' di molto (-48%) il numero degli oggetti trafugati, che passa dai 33.806 del 2011 ai 17.338 del 2012.
L'allarme, come ha dimostrato la vicenda della Biblioteca dei Girolamini, continua a riguardare archivi e biblioteche, sia per il numero di oggetti sottratti (nel 2012 risultano 8708) sia per l'entita' dei recuperi (53.648 nel 2012), con la sproporzione tra denunce di furto e recuperi che conferma una evidente difficolta' nella custodia. Intanto e' notizia di oggi che il Mibac si costituira' parte civile nel processo per il furto dei Girolamini: ''Nel corso dell'udienza preliminare e' stata accolta la nostra richiesta'', annuncia Ornaghi. E per il ministero, dopo l'impasse del primo momento e le polemiche che ne erano seguite, e' evidente la soddisfazione. A preoccupare c'e' anche la diffusione sempre piu' estesa del fenomeno falsi, che colpisce soprattutto l'arte contemporanea. In questo settore, sottolineano gli investigatori, anche il numero dei recuperi, cresciuto dell'1,6% nel 2012 con un totale di 5.325 opere sequestrate (erano 4.975 nel 2011), nonche' il sensibile aumento delle persone denunciate alle autorita' (+34%) dimostrano che il mercato c'e' ed e' fiorente. Tanto piu' che cresce anche la stima del valore delle opere sequestrate, che nel 2012 ha raggiunto i 78 milioni di euro (+39% rispetto al 2011). Diminuiscono pero' gli scavi clandestini (erano 238 nel 2008, 52 nel 2001 e sono stati 37 nel 2012 anche se le prime stime per il 2013 fanno temere una tendenza contraria) e crescono i recuperi di beni culturali (+110%). Tra i dati positivi anche l'accresciuta attenzione per la tutela del paesaggio, con 2.813 controlli contro i 1147 dell'anno precedente. Oltre alle rogatorie internazionali (40) che hanno permesso il rimpatrio di 1.389 beni culturali italiani, tra cui 128 reperti archeologici. Mentre cresce anche l'attivita' di formazione assicurata dai carabinieri Tpc agli altri paesi del mondo (32 le nazioni coinvolte). ''La parola chiave e' cooperazione'', fa notare Ornaghi. C'e' questa, sottolinea il ministro, anche alla base di Psyche (Protecting system for the cultural heritage) l'ultimo progetto internazionale portato avanti dal Comando Tpc insieme con l'Interpool e le polizie di 15 paesi per rendere sempre piu' efficace la banca dati delle opere rubate anche con un servizio di comparazione automatica delle immagini. (ANSA).












