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NEL LAZIO PIU'SERVIZI SOCIALI, MA CRESCE CONSUMO ALCOL E COCA

Nel Lazio sono 2.678 le strutture e i servizi socio-assistenziali che assistono 259.887 persone, tra anziani, disabili, minori e giovani disagiati, con un incremento del 9,3% rispetto al 2007, con un incremento di utenti di 13.500, par al + 5,5% rispetto a due anni fa, soprattutto nella provincia di Viterbo, (+8,2%) e in quella di Roma (con +6,7). Anche gli asili risultano in aumento: 121 in più. Sono alcuni dei dati rilevati dal Sistema informativo dei servizi sociali del Lazio (Siss), presso l'assessorato alle Politiche sociali e delle sicurezze della Regione Lazio, che effettua un monitoraggio sistematico e dettagliato dell'offerta socio-assistenziale nel territorio laziale, e contenuti nel "Secondo Rapporto sui servizi sociali del Lazio" realizzato con il contributo scientifico del Censis.

PER MINORI DISAGIO IN FAMIGLIA - Sul fronte della domanda sociale, emerge in primo luogo l'importanza del disagio relazionale, visto che il 61,7% degli operatori intervistati ha indicato nel conflitto intrafamiliare il disagio più rilevante tra i minori. Il 47,1% ha sottolineato il disagio economico nel caso degli anziani, ma il 46,4% la solitudine.

IN AUMENTO ALCOLISMO E CONSUMO COCAINA - Tra le dipendenze, nel Lazio è in netta crescita l'alcolismo (il 34,4% degli operatori intervistati ritiene che è molto aumentata la presenza di alcolisti nel distretto in cui vive o opera) e la diffusione delle droghe pesanti, in particolare la cocaina (per il 32%).

FAMIGLIA FA FRONTE A DISAGIO - Quando l'offerta pubblica e convenzionata non basta, per il 90% degli operatori intervistati i famigliari pagano di tasca propria badanti o strutture private per soddisfare le necessità degli anziani; secondo l'80,8% degli intervistati, sono i parenti a fornire direttamente l'assistenza ai disabili.

PIU' SERVIZI A FAMIGLIE - E' forte la richiesta di attivare o potenziare servizi di supporto alle famiglie: gli assistenti familiari per bambini di età inferiore ai tre anni (il 54% degli intervistati chiede di attivarli dove non ci sono), l'assistenza domiciliare (il 71% chiede di potenziare quella rivolta ai minori, più dell'87% quella per gli anziani e l'85% di attivarla per i disabili dove non c'é ancora).