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Maxi sequestro falsi alimenti biologici, 23 indagati

1.500 tonnellate soia, mais e grano contraffatte o contaminate

11 aprile, 13:04
(ANSA) - ROMA, 11 APR - Maxisequestro della Guardia di Finanza in diverse regioni d'Italia di prodotti alimentari contraffatti o contaminati con pesticidi: si tratta di 1.500 tonnellate di soia, mais e grano tenero ucraino falsamente certificati come biologici ma in realta' ad alto contenuto di Ogm e di 30 tonnellate di soia provenienti dall'India e contaminate con pesticidi. L'indagine, coordinata dalla procura di Pesaro, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 23 soggetti. L'indagine, condotta dalla Gdf di Pesaro e dagli uomini dell'Ispettorato repressioni frodi del ministero delle Politiche Agricole, ha portato a sequestri e decine di perquisizioni in Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, i prodotti, destinati al mercato zootecnico e alimentare, venivano sdoganati a Malta da una societa' gestita da italiani e poi introdotti nel nostro Paese. Coinvolte anche una decina di societa', tra cui quelle moldave ed ucraine che curavano l'approvvigionamento delle granaglie, e gli enti di certificazione ed analisi dei prodotti con sede a Fano e Sassari, di cui dovranno essere accertati ruolo e responsabilita'.

MAXI SEQUESTRO: COLDIRETTI, BENE GDF CONSUMI BIO +7,6% (ANSA) - ROMA, 11 APR - ''L'aumento record dei consumi bio del 7,3% in Italia nel 2012 rende ancora piu' grave la mancanza dell'obbligatorieta' dell'indicazione di origine sugli alimenti, che ha favorito il boom delle importazioni con il moltiplicarsi di truffe a danno di produttori e consumatori''. E' quanto afferma la Coldiretti, sulla base di dati Ismea, nell'esprimere apprezzamento per il maxisequestro della Gdf di soia, mais e grano tenero contraffatti. Tra esportazioni e consumi interni, secondo la Coldiretti, il giro d'affari complessivo del bio e' di 3 miliardi di euro, posizionando l'Italia al quarto posto al livello europeo e sesto nella classifica mondiale. Ad essere danneggiate, continua la Coldiretti, sono anche le circa 50mila aziende agricole italiane che coltivano bio su una superficie di oltre 1 milione di ettari. Di fronte al ripetersi di frodi, secondo la Coldiretti, e' necessario che sia facilmente riconoscibile in etichetta la produzione ottenuta con materia prima e standard nazionali, per consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli sulla reale origine del prodotto acquistato. (ANSA).

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